
Ci sembra che il sindaco di Montelupo si sia reso protagonista di una brutta caduta di stile istituzionalmente lesiva della nostra legittima e motivata posizione di dissenso rispetto ai suoi convincimenti circa l’autovelox posto sulla Statale 67 alla confluenza con Via 1° Maggio.
È noto che un giudice di pace ha accolto ricorsi presentati da contravventori, e mentre non ci sembra opportuno che si siano fatti sulla rete civica del Comune dei distinguo tra il “presunto cattivo" e altri suoi colleghi che sulla medesima questione sono stati di contrario avviso (ma nel merito evitiamo altre considerazioni che non competono a noi ma eventualmente al diretto interessato) le doglianze che riteniamo di dover esternare riguardano un uso indebito della rete civica del Comune, ove, oltre a notiziare legittimamente circa l’intenzione dell’Amministrazione Comunale di ricorrere in appello avverso le sentenze, il sindaco, in merito alle reazioni sollevate dalle sentenze, dopo poco eleganti considerazioni sull’operato del giudice di pace aggiunge cita, astenendosi dal nominarlo , un consigliere dell’opposizione fatto passare per paladino dei contravventori e non, come sarebbe stato corretto fare, riferire che la sua posizione è legata a già note considerazioni in merito allo stato dei luoghi che non ci sembra rispondere alle caratteristiche richiamate dal codice della strada per il posizionamento delle postazioni fisse di rilevamento della velocità.
Poiché quel consigliere si chiama Daniele Bagnai e rappresenta il gruppo di centro destra INSIEME PER MONTELUPO, il citarlo, riferendo magari, al fine di non considerare la rete civica uno strumento d’uso esclusivo della maggioranza di governo cittadino, la propria posizione non avrebbe certamente violato la nostra privacy, perché non siamo soliti trincerarci dietro l’anonimato ma mostrare la faccia in qualsiasi attività concernente l’esercizio delle nostre prerogative istituzionali
Il confronto, anche acceso, ci fa piacere, ma l’essere attaccati su uno strumento istituzionale del Comune in modo così superficiale e unilaterale ci sembra un intervento, calcisticamente parlando “a gamba tesa“
Fonte: Gruppo consiliare “INSIEME PER MONTELUPO”
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