Brutti segnali dal Ttip: gli Usa vogliono ancora il Chianti prodotto in California

"L’Unione Europea ha il dovere di difendere gli alimenti che sono l’espressione di una identità territoriale: non si può più tollerare un vino prodotto in California e venduto negli Usa che si chiama Chianti – lo dichiara Simone Ciampoli, direttore di Coldiretti Firenze-Prato-. È inaccettabile che gli Stati Uniti consentano di continuare a chiamare con lo stesso nome alimenti del tutto diversi, si tratta di concorrenza sleale che danneggia i produttori e inganna i consumatori. Vogliamo che il Ttip assicuri la tutela dei vini italiani dai tanti falsi".

Il Ttip è il trattato transatlantico in corso di definizione tra Ue e Usa, che detterà le regole nei prossimi anni nell'ambito dell'interscambio commerciale. Coldiretti esprime preoccupazione per le notizie sull’andamento delle trattative tra Usa e Ue secondo le quali gli americani hanno ribadito la loro intenzione di continuare ad usare le denominazioni 'semigeneriche' dei vini europei, come gli italiani Chianti e Marsala, il greco Retzina, il portoghese Madeira e i francesi Chablis e Champagne. “La trattativa sull'accordo di libero scambio tra Unione Europea e Stati Uniti, il Transatlantic Trade and Investment Partnership (Ttip) -auspica Ciampoli- deve rappresentare un appuntamento determinante per tutelare le produzioni agroalimentari italiane dalla contraffazione alimentare e dal cosiddetto fenomeno dell’Italian sounding. Al momento non è così".

Tra le tante specialità italiane malamente imitate, ma che vengono acquistate dagli stranieri che non conoscono l'originale, c'è il Chianti che vanta innumerevoli tentativi di imitazioni. "Un doppio danno per i produttori del Chianti: vendono meno in quantità e subiscono le conseguenze di essere associati a produzioni qualitativamente discutibili -evidenzia Ciampoli-: a cominciare dallo pseudo vino ottenuto da polveri miracolose contenute in wine-kit che promettono in pochi giorni di ottenere le etichette piu’ prestigiose, come il Chianti".

Fonte: Coldiretti

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