
L’iniziativa del 5 maggio oltre a raccontare le storie, le ragioni, le testimonianze di chi oggi va a solidarizzare e combattere nel Donbas così come in Siria e in Kurdistan, tenterà anche di evidenziare alcune nuove caratteristiche dell’imperialismo contemporaneo, a partire da quello in costruzione nel cuore dell’Europa. Combattere contro le armate naziste ucraine o contro i miliziani del cosiddetto Stato Islamico significa battersi con strutture militari create, sostenute, finanziate e addestrate al fine di realizzare progetti imperialistici e neo coloniali ben precisi.
La costituzione dell’Unione Europea affonda le sue radici nella guerra, con essa cresce e si sviluppa. Il battesimo del fuoco di questa costruzione imperialistica inizia nelle terre e sulla pelle dei popoli dell’ex Jugoslavia e continua oggi in Ucraina, Afghanistan, Siria, Libia, Sahel e in tutti i paesi dove le borghesie continentali hanno interessi da difendere.
L’antimperialismo da tempo, al di là della consapevolezza o meno di molti militanti, si misura con questo polo imperialista in costruzione, impegnato a contendersi territori, risorse naturali e mano d’opera, in competizione diretta con il polo statunitense e i molti capitalismi “rampanti” (BRICS, Polo arabo/islamico, Turchia). Dietro il golpe ucraino si cela questo conflitto, che innerva il “cerchio di fuoco” creatosi dall’Ucraina alla Libia. Un immenso fronte di guerra, nel quale gli internazionalisti, gli antimperialisti, i comunisti possono svolgere una funzione, se saranno in grado di leggere nella crisi sistemica in atto le origini della guerra, collocando le proprie energie nei punti di frattura che si determinano continuamente in un fronte incerto e complesso, dove alleanze e contrapposizioni mutano velocemente.
Semplificazioni dello scenario, costruzione di alleanze “spurie”, frontismi di varia natura in base all’infelice principio “Il nemico del mio nemico è il mio amico” non hanno aiutato gli internazionalisti e i comunisti nella storia. Riconoscere e lottare contro il proprio imperialismo riteniamo sia il primo passo per individuare nemici e alleati, in un ambiente storico-politico profondamente diverso dal passato. Il conflitto in Donbas ci permette, da questo punto di vista, un angolo visuale molto interessante, utile in questo lavoro di ricerca e di giusto posizionamento nel conflitto.
Fonte: Rete dei Comunisti - Pisa
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