
A livello di ricorrenza, sono più frequenti i casi di glioblastoma, soprattutto nelle fasce più adulte, nella fascia 40-60 anni, soprattutto uomini. Sono questi i risultati degli ultimi studi effettuati sulla regione Toscana in fatto di tumori celebrali: a seguire meningioma e metastasi. Anche in Toscana si parla di aumento di casi rispetto negli ultimi anni: tra le cause più fattori ambientali, nell'aretino, soprattutto nella zona del Valdarno, dove si è ipotizzata anche una predisposizione genetica a questa malattia. Diversi, infatti, i casi riscontrati tra familiari nell'arco di pochissimo tempo. I sintomi più comuni sono: crisi epilettiche e ipertensione endocranica.
"Riferendomi alla patologia trattata a Siena - spiega la Dr.ssa Daniela Branco, neurochirurgo - posso affermare che i Glioblastomi (tumori maligni astrocitari di IV grado secondo la classificazione OMS) rappresentano circa il 30% dei tumori da noi trattati, seguiti da meningiomi, metastasi e neurinomi del VIII n.c. Nel Glioblastoma circa il 3% ha presentato un pattern familiare con coinvolgimento del gene POT1 nella predisposizione allo sviluppo dei glomi e l'area di maggior riscontro di tale patologia è il Valdarno. L'età di sviluppo è tra i 40-60 anni e nella nostra struttura è più frequente negli uomini che nelle donne".
I CASI IN ITALIA - Sono otto i nuovi casi diagnosticati di tumore cerebrale primitivo per ogni 100mila persone ogni anno, per un totale di circa 4500 nuovi tumori cerebrali diagnosticati ogni anno in Italia. Il sesso maschile risulta più colpito di quello femminile, sebbene vi siano alcune differenze in alcuni tipi istologici: i meningiomi, ad esempio, sono più frequenti nelle donne.
Le nuove tecnologie hanno consentito negli ultimi anni un trattamento microchirurgico più efficace e molto spesso risolutivo di questi tumori, riducendo la morbilità, ossia la comparsa complicanze postoperatorie responsabili deficit temporanei o talvolta permanenti. Sono questi i presupposti scientifici della 7a edizione del Corso internazionale di dissezione "hands-on" rivolto agli specialisti in Neurochirurgia su preparati anatomici, riguardanti i vari approcci alle patologie neoplastiche e vascolari cerebrali.
"Negli ultimi 10 anni l'innovazione tecnologica ha sovvertito il modo di intendere e fare chirurgia, in particolare quella neurologica Il cambiamento principale è stato riportato nel campo cerebrale, con strumenti sempre all'avanguardia che permettono procedure più rapide e più efficaci. Da un punto di vista produttivo l'Italia è sempre stata all'avanguardia rispetto ai paesi di tutto il mondo. Le strutture italiane, infatti, riescono ad abbracciare velocemente questo cambiamento, rendendo i loro servizi sempre più efficaci ed efficienti".
I DATI - Sono otto i nuovi casi diagnosticati di tumore cerebrale primitivo per ogni 100mila persone ogni anno, per un totale di circa 4500 nuovi tumori cerebrali diagnosticati ogni anno in Italia. Il sesso maschile risulta più colpito di quello femminile sebbene vi siano alcune differenze in alcuni tipi istologici: ad esempio, i meningiomi sono più frequenti nelle donne. I tumori cerebrali costituiscono il tipo più comune di neoplasie in pazienti pediatrici. In aumento i casi di tumore cerebrale primitivo nell’anziano: ancora ignote le cause, oltre naturalmente all’aumentata aspettativa di vita.
L'APPORTO DELLA TECNOLOGIA - La tecnologia svolgerà un ruolo chiave sempre maggiore per sconfiggere questa malattia: gli enormi passi in avanti, fatti soprattutto negli ultimi 5 anni, promettono importanti cambiamenti e tempi di intervento sempre più veloci ed efficaci. Il progresso ha così accelerato il processo di guarigione e di osservazione, con strumenti meno invasivi e più innovativi.
L'ECCELLENZA PISANA - “La realtà di Pisa per quanto riguarda i macchinari e la tecnologia si conferma tra le più avanzate - afferma Carlo Gambacciani, specializzando di neurochirurgia presso l’Università di Pisa - garantendo al neurochirurgo la possibilità di fare interventi sia di patologia cranica, grazie al monitoraggio elettrofisiologico, che di patologia di colonna, con tutti gli strumenti necessari per fare ogni tipo di biopsia”. Pisa costituisce un modello grazie anche ai numerosi posti letto, che permettono di analizzare a fondo la patologia e di andare in sala operatoria con una certa frequenza. Fiore all’occhiello, poi, la disponibilità di un robot per mettere viti nei casi più complessi di chirurgia spinale. Altrettanto all’avanguardia si configurano i reparti di neurochirurgia di Pisa e Firenze, mentre a Livorno, pur non essendoci specializzandi, c’è un nuovo primario, garanzia di serietà.
Fonte: Ufficio Stampa Diessecom
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