Sanità regionale: pubblica, universale e solidale

Eugenio Giani

“Salute e sanità devono essere intese come bene comune. Possono trovare maggiori e migliori tutele in un welfare civile che sappia porre al centro la persona malata”. Così il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, ha commentato sui temi oggetto del convegno “Il futuro della sanità in Toscana fra pubblico-privato-privato sociale. Opinioni a confronto” organizzato in palazzo Panciatichi a Firenze. Un momento di “riflessione a tutto campo su una materia che la Toscana ha saputo profondamente innovare e sulla quale siamo i primi a stimolare il dibattito”. “Il confronto costruttivo – ha aggiunto Giani – serve a migliorare la qualità del nostro operato e di norme che intendiamo sempre a tutela e nel rispetto dei cittadini”.

Ad aprire i lavori, il presidente della sezione toscana della Lega internazionale per i diritti dell’uomo, Olinto Dini, che ha rilevato come in Toscana il servizio sanitario nazionale “sia cresciuto e diffuso negli anni”. Il processo di riorganizzazione in atto, secondo il presidente, richiede “almeno una sufficiente attenzione. Si parla troppo spesso di austerità, si richiamano i cittadini ai propri doveri ma i diritti civili hanno la necessità di essere presenti”. “Certo che il servizio sanitario ha bisogno di efficienza e di un’analisi sui costi – ha aggiunto - ma deve rimanere pubblico perché tale lo abbiamo conquistato. Senza la partecipazione, non è possibile far progredire la sanità toscana e italiana”. Olinto Dini si è poi soffermato su una sua personale sensazione, ossia che la “Regione, forse, si sia dimenticata un aspetto importante: il servizio sanitario e quello sociale sono un patto associativo fatto da categorie sociali, economiche, produttive e dei servizi”.

Il punto di vista istituzionale è arrivato con il contributo dei consiglieri regionali Paolo Bambagioni e Andrea Quartini, rispettivamente vicepresidente segretario e componente della commissione Sanità.

“La sanità toscana – ha osservato Bambagioni - sta attraversando un momento di riorganizzazione. La riforma precedente fu pensata venti anni fa ed ha prodotto effetti positivi. Ora è giusto pensare e guardare al futuro”. “La volontà della Regione – ha aggiunto – è quella di mantenere una sanità pubblica, universale e solidale verso i più bisognosi”. Ma per raggiungere questo obiettivo, per il vicepresidente della commissione, non basta “pronunciare buoni propositi. Occorre entrare nel merito della questione ed arrivare ad una riforma che punti alla riduzione degli sprechi e ad una migliore organizzazione”. “Da questo punto di vista – ha concluso – ogni suggerimento e contributo per migliorare sono ben accetti”.

“Siamo per una sanità totalmente pubblica, senza conflitto d’interesse con i privati, universale e gratuita” ha detto Quartini osservando che, allo stato attuale, ci sono “tutte le condizioni per poter operare in questa direzione, basta lavorare con sistemi scientifici”. Tra quelli citati dal componente la commissione Sanità, la Hta (Health Technology Assessment) che “riesce ad identificare i punti da correggere anche per l’ottimizzazione delle risorse”. Da qui l’appunto finale che si “possono risparmiare fondi da destinare alla sanità pubblica”.

Tra i relatori iscritti al convegno, anche Giovanni Barbagli, responsabile commissione sanità della Lidu; Andrea Panti, presidente dell’Ordine dei Medici di Firenze; Adriano Peris, responsabile dell’Azienda ospedaliera universitaria di Careggi.

Fonte: Consiglio Regione Toscana

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