
Le modifiche alla Costituzione recentemente approvate sono state prodotte, tra risse e forzature di ogni genere, da un parlamento eletto con il metodo maggioritario, rappresentativo di una minoranza degli elettori, delegittimato dalla sentenza della Corte costituzionale 1/2014.
Se dovessero entrare in vigore, l'intreccio con la nuova legge elettorale produrrebbe un forte concentramento di poteri ed un preoccupante indebolimento degli organi di controllo, con il conseguente snaturamento della democrazia nata dalla Resistenza e lo scivolamento verso una democrazia di tipo plebiscitario.
In autunno gli italiani saranno chiamati a pronunciarsi nel referendum confermativo. Sarà una scelta decisiva per il futuro del Paese.
L'ANPI, l'ARCI, la CGIL territoriali ritengono che debbano potersi esprimere con piena consapevolezza del contenuto e delle implicazioni della cosiddetta “riforma”, senza forzature né ricatti morali. Hanno sottoscritto un protocollo d'intesa con il quale si impegnano a collaborare per la promozione di una campagna di informazione e di documentazione su tutto il territorio della provincia, a fare appello a quanti condividono questo obiettivo a concorrere all'esito delle iniziative che saranno programmate.
Fonte: Cgil Pisa
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