La storia del vescovo scomodo Romero per i 70 anni di Dramma Popolare

(foto gonews.it)

'Il martirio del pastore', in prima nazionale il 14 luglio e in programma fino al 20, testo di Samuel Rovinski (traduzione di Eleonora Zacchi), affidato alla regia di Maurizio Scaparro, rappresenta uno degli appuntamenti centrali della 'Festa del teatro' in programma dal 20 giugno prossimo a San Miniato. Filo conduttore della kermesse la fede intesa come speranza. La presentazione è stata fatta oggi, giovedì 21 aprile, nei locali dell'auditorium del Seminario vescovile a San Miniato. Sul palco il presidente Marzio Gabbanini, affiancato dal direttore artistico don Piero Ciardella. A precedere la conferenza gli interventi del vescovo di San Miniato monsignor Andrea Migliavacca, del vice presidente Gianfranco Rossi e del sindaco Vittorio Gabbanini.

"In 70 anni sappiamo già che l'evento sarà un successo garantito - ha commentato il primo cittadino - e da 10 anni a questa parte il Dramma è diventato più popolare, davvero alla portata di tutti". E proprio per raggiungere gli spettatori che due spettacoli dei sette in totale si terranno a Cigoli, di fronte al Santuario della Madonna dei Bimbi, e a San Miniato Basso, negli spazi della Misericordia.

IL PROGRAMMA

Ad aprire la manifestazione sarà 'Le mille anime dell'India Il Grande Viaggio, le sorgenti e il sacro' di e con Giuseppe Cederna; prosegue il 23 giugno con 'Caino Royale' con Andrea Bochicchio e Giovanni Longhin per la regia Rita Pelusio; poi a seguire, il 27 giugno, sarà la volta del testo 'Un viaggio lungo un mondo, don Lorenzo Milani' di Claudia Cappellini per la regia e con Gionni Voltan. Il 5 luglio va in scena 'Eppur mi son scordato di me' di Gianni Clementi con Paolo Triestino.

Quindi l'8 luglio Fabrizio Pugliese interpreta 'Per obbedienza'. 'Dell'incanto di frate Giuseppe', la storia di Giuseppe Desa, tra miracoli, devozione popolare e fede infinita. Precede il Dramma Popolare una prima importante: Don Primo Mazzolari, un prete scomodo di e con Antonio Zanoletti che debutterà l'11 luglio. Si tratta di un testo, scritto da Zanoletti.

Quindi un cartellone ricco e intenso che porta il teatro nelle chiese, in altri luoghi suggestivi e importanti della città, ma anche fuori di essa, con un unico filo rosso che lega ogni evento, a diverso titolo, e con l’unico scopo di far riflettere sul grande tema della fede.

I RINGRAZIAMENTI

Numerosi i ringraziamenti che il presidente Gabbanini ha voluto fare, dall'amministrazione comunale alla Carismi e alla Fondazione,  fino alla diocesi e alla stampa. "Quando durante il Concilio Evangelico di Firenze il cardinale Betori ha espresso il suo apprezzamento verso il Dramma, allora ho capito che stavamo facendo il nostro lavoro bene". Quest'anno lo spettacolo principale di luglio gode del patrocinio del Pontificio Consiglio della Nuova Evangelizzazione per il Giubileo della Misericordia.

Un grazie è stato diretto anche a Lanfranco Cionna, per l'incisione del manifesto del Dramma, altra istituzione che da 70 anni colpisce il pubblico.

Il filo conduttore della settantesima edizione della Festa del Teatro di San Miniato è la fede intesa come speranza, certezza, non necessariamente credo in un Dio. La fede come vita votata al bene. Infatti il Dramma Popolare, quest’anno, pone al centro del cartellone della Festa la storia di una morte, di un dono per un popolo che ama e che non dimentica.E’ la vicenda di Monsignor Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo cattolico salvadoregno determinato a chiedere il rispetto dei diritti umani per la sua gente e beatificato pochi mesi fa da Papa Francesco, che ha sbloccato una pratica ormai ferma da troppo tempo. Un gesto, quello di Bergoglio, destinato ad aprire un cammino di riconciliazione nella storia del paese centroamericano e in quella della chiesa contemporanea.

"Il martirio del pastore", testo di Samuel Rovinski (traduzione di Eleonora Zacchi) - affidato alla regia di Maurizio Scaparro, uno dei grandi maestri del teatro italiano e alla sua “prima” a San Miniato – tiene conto degli ultimi tre anni di vita del Monsignor Romero ed è un'opera attualissima perché il caso del vescovo ucciso sull’altare, il 24 marzo 1980, è in realtà ancora aperto: molte storie s’incrociano nella figura del prelato definito, tra l’altro, martire della guerra fredda. Le sue denunce contro la violenza, le torture e le sparizioni, le sue scarpe impolverate e il suo stare sempre dalla parte di chi ha bisogno, hanno fatto di lui un prete scomodo. Oggi per la Chiesa è un martire, per i campesinos sudamericani e per chi ama la sua figura, un santo da diversi anni. Per chi ne ha ordinato la morte, la sua colpa è proprio quella di aver rotto il silenzio. Ai poveri dell'America Latina Romero aveva promesso: "Se verrò ucciso, risorgerò nel mio popolo". Una scelta, quindi, carica di significati, quella della Fondazione Istituto Dramma Popolare, guidata da Marzio Gabbanini che, per i 70 anni, ha cercato la più completa aderenza agli obiettivi che si posero, nel 1947, i fondatori di questo teatro ancora unico in Italia: scuotere le coscienze. In scena un cast d'eccezione nel quale spiccano i nomi di Antonio Salines e Edoardo Siravo. Prima nazionale il 14 luglio, poi repliche fino al 20.

La Festa del Teatro sul tema della fede inizia il 20 giugno con Le mille anime dell’India Il Grande Viaggio, le sorgenti e il sacro di e con Giuseppe Cederna; prosegue il 23 giugno con Caino Royale con Andrea Bochicchio e Giovanni Longhin per la regia Rita Pelusio; poi a seguire, il 27 giugno, sarà la volta del testo Un viaggio lungo un mondo, don Lorenzo Milani di Claudia Cappellini per la regia e con Gionni Voltan: un lavoro coinvolgente che ripercorre la vita di Don Lorenzo Milani, figura controversa e contrastata della Chiesa cattolica degli anni cinquanta e sessanta; il 5 luglio va in scena Eppur mi son scordato di me di Gianni Clementi con Paolo Triestino. Quindi l'8 luglio Fabrizio Pugliese interpreta Per obbedienza. Dell’incanto di frate Giuseppe, la bellissima storia di Giuseppe Desa, tra miracoli, devozione popolare e fede infinita. Precede il Dramma Popolare una prima importante: Don Primo Mazzolari, un prete scomodo di e con Antonio Zanoletti che debutterà l'11 luglio. Si tratta di un testo, scritto da Zanoletti per il nostro Festival, che, attingendo ai suoi scritti spirituali, cerca di restituire la freschezza dell’insegnamento e la potenza profetica del pensiero di un prete straordinario.

 

 

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