Ancora bracconieri sull'Elsa: ronde 'private' smantellano le reti. Tanti i gruppi di volontari in Toscana

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Ancora bracconieri sul fiume Elsa a Castelfiorentino. Il fenomeno sarebbe in aumento e, mentre le autorità non riescono ad arginare il fenomeno, a prendersi cura dei fiumi sono i tanti appassionati di pesca.

Sembra infatti che stia nascendo da qualche mese a questa parte un gruppo spontaneo di circa 20 persone che ispeziona giornalmente l'Elsa a Castelfiorentino alla ricerca di reti e trappole.

L'ultima 'ronda', se così vogliamo chiamarla, ha portato alla scoperta di reti fino a 10 metri. In gioco c'è molto: se il bracconaggio continuasse indisturbato, infatti, l'intero  l'habitat dei fiumi sarebbe in pericolo. Il gruppo avrebbe già informato il sindaco e le autorità che stanno supportando il loro operato.

Ma Castelfiorentino non è un unicum. Sembra che l'organizzazione di gruppi di sorveglianza 'privata' stia diventando un fenomeno diffuso, l'unica strada per salvaguardare il territorio: gonews.it aveva già parlato, ad esempio, della penuria di mezzi con cui le Guardie Ittiche devono far fronte ai bracconieri.

Sui social network sta riscuotendo successo la pagina facebook 'Tutela acque toscane', nella quale si raccolgono le segnalazioni dei tanti pescatori che denunciano pratiche simili nei fiumi e nei laghi della Toscana. La pagina, nata appena un mese fa e già seguita da oltre 700 persone, sta diventando anche un punto di raccolta per organizzare la sorveglianza dei luoghi di pesca, soprattutto nell'area dell'Elsa e del Lago di Bilancino.

La redazione di gonews.it ha contattato gli amministratori della pagina per avere una loro opinione sul fenomeno. "Il nostro obiettivo è sensibilizzare sul tema - ci spiegano - e tentare di organizzare un'azione comune di contrasto".

A mancare, stando alla loro denuncia, è una legge regionale adeguata al contrasto del fenomeno: "Non esiste una legge che riesca a punire i bracconieri. Spesso le multe amministrative non vengono pagate e tutto finisce nel nulla".

"Servirebbe una norma che permetta il sequestro dei mezzi di trasporto e delle attrezzature e una sorveglianza adeguata. A rischio c'è l'intero indotto della pesca", conclude.

Poi l'appello è alle istituzioni: "Spesso ho inviato lettere alle istituzioni competenti, ma sono rimaste inascoltate. Dobbiamo intervenire".

Giovanni Mennillo

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