
Celebrazioni Leonardiane da ricordare quelle che si sono appena concluse a Vinci. Una grandissima partecipazione di appassionati, esperti e una folta affluenza di pubblico per tutti e tre gli appuntamenti organizzati dal Comune vinciano in occasione del compleanno di Leonardo.
Dopo l'anteprima di giovedì 14, con lo studio della genealogia del Genio e la scoperta dei suoi eredi da parte dello studioso Alessandro Vezzosi, le Celebrazioni 2016 sono state inaugurate con il suggestivo spettacolo del grande drammaturgo Massimiliano Finazzer Flory, che ha portato sul palcoscenico del Teatro di Vinci Leonardo in carne e ossa per “un'intervista impossibile” fatta da un giornalista contemporaneo, curioso di conoscere come il Genio riuscisse a conciliare dentro di sé la dicotomia tra pittura e scienza. “La madre di entrambe è la natura”, spiega Leonardo in lingua rinascimentale.
Il Leonardo-Finazzer risponde a 67 domande, sulla sua infanzia, sulle sue attività in campo civile e militare, su come si fa a diventare “bono pittore”, sul rapporto, appunto, tra arte e scienza, basandosi sui testi originali di Leonardo, fra cui il celebre Trattato di pittura. Ci parla di anatomia, di psicologia e di fisica, della sua passione per il volo. Risposte tremendamente attuali, che danno il senso anche della straordinaria lungimiranza e saggezza del Genio, capace di preconizzare fenomeni e grandi questioni che riguardano la società di oggi.
Profezie non casuali, ma ragionate e studiate, che danno il senso dell'immensa intelligentia leonardiana. Un tripudio ha sancito la fine della pièce che si è conclusa con la domanda delle domande: chi si cela dietro il volto della Gioconda? Leonardo dà la risposta al giornalista ma sussurrandola nell'orecchio, lasciando sospesa, ancora una volta, la curiosità del mondo intero.
“Tornerò a Vinci a settembre - ha assicurato l'attore regista friulano ma naturalizzato milanese - viste le tante richieste e i tanti che non hanno trovato posto, e replicherò lo spettacolo per chi non ha potuto vederlo”. Lunedì 18 aprile, intanto, “Essere Leonardo” andrà in scena alla Biblioteca Angelica di Roma, dove sarà celebrata anche la città di Vinci. Questa prima parte di celebrazioni si sono concluse con la 56esima Lettura Vinciana, l'appuntamento scientifico più importante dell'anno a Vinci.
In questa occasione, si è sancito il profondo rapporto che lega la città che ha dato i natali al Genio, con Milano. Ospite, infatti, è stata la storica dell'arte Maria Teresa Fiorio, che ha raccontato la storia della decorazione nella Sala delle Asse di Castello Sforzesco a Milano, una delle tante opere incompiute di Leonardo.
“La presenza della dottoressa Fiorio e lo straordinario spettacolo di Massimiliano Finazzer Flory - ha detto il sindaco Torchia presentando la Lettura Vinciana - testimoniano il forte e solido legame che Vinci ha con la città di Milano e la cultura milanese”. Sul mistero che ancora avvolge la genesi della grande decorazione della residenza di Ludovico il Moro, la Fiorio ha spiegato come ci siano “ancora molte perplessità tra gli studiosi su cosa attribuire alla mano di Leonardo e quanti e quali interventi siano stati fatti successivamente. Il leonardista Martin Kemp a proposito dell'affresco ha parlato di 'minestrone rappreso'".
Attualmente l'intera sala è interessata da una grande opera di restauro che potrebbe chiarire molti dubbi. Ma la studiosa è prudente: “Non so se il restauro risponderà ai tanti quesiti su un'opera con tanta storia e avvenimenti alle spalle. A breve sarà pubblicato un libro che darà conto delle scoperte fatte fino a oggi. È prematuro trarre conclusioni, sono stati scoperti pezzi di paesaggio e di dettagli leonardiani, ma ci sono ampie lacune irreversibili che non ci consentiranno di far rinvenire l'intera opera. L'obiettivo però è di studio: capire cosa si nasconde in questo minestrone rappreso".
Infine, il sindaco Torchia e l’assessore alla Cultura, Paolo Santini, hanno preannunciato la prossima apertura dell'esposizione permenente “Leonardo e l'anatomia”, con la trasposizione in 3D degli straordinari e accurati disegni del Codice di Windsor. "La Lettura Vinciana, la cui prima edizione risale al 1960, è la testimonianza più importante del lavoro di ricerca sull'opera di Leonardo che viene svolto dalla Biblioteca Leonardiana - afferma Santini -.
La Biblioteca è un centro di ricerca di livello internazionale, e gli studi realizzati e pubblicati sulle collane editoriali del centro vinciano sono spesso la base per promuovere altri studi e ricerche in università ed enti scientifici di tutto il mondo. Solo due esempi: nei prossimi mesi sarà pubblicato il glossario della lingua che Leonardo utilizzava per descrivere elementi anatomici e nel mese di ottobre studi finanziati nell'ambito delle attività della Biblioteca dal Comune di Vinci andranno a costituire il perno di un grande convegno che si svolgerà fra Vinci e Firenze su un tema straordinario e affascinante: la battaglia di Anghiari in Palazzo Vecchio a Firenze. E si attendono grandi novità".
Fonte: Comune di Vinci - Ufficio Stampa
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