Il sindaco Filippeschi sulla manifestazione a Putignano. "La sicurezza è un diritto primario da garantire"

Marco Filippeschi

«Quando i cittadini fanno una manifestazione vera, positiva, che non strumentalizza né si fa strumentalizzare, come quella che si è vista, le istituzioni devono rispondere. Perché la reazione di fronte all’offesa e ai danni ricevuti, le proposte ascoltate, sono un segno di civismo e la sicurezza è un diritto primario da garantire. Il fenomeno dei furti nelle abitazioni non è solo di Putignano, né della nostra città. Purtroppo sono colpiti anche gli atri comuni della provincia e le province a noi vicine.

Quella di Lucca, per esempio, con percentuali più alte della nostra. Ma questo è un motivo in più, non in meno, per prendere molto sul serio la protesta. Lo Stato ci deve garantire, anche rinforzando gli organici delle forze dell’ordine, come ho richiesto con tante iniziative e con qualche primo e insufficiente risultato».

Così il sindaco di Pisa Marco Filippeschi commenta la manifestazione promossa da un gruppo di cittadini che si è svolta nel pomeriggio nel quartiere di Putignano, dove negli ultimi mesi si sono subiti ripetuti furti nelle abitazioni.

«Sono in contatto con gli organizzatori. Li ho incontrati e l’incontrerò di nuovo. E anche il Questore li ha ricevuti. Dobbiamo garantire il massimo controllo del territorio – sottolinea il Sindaco – mantenendo gli impegni presi e i nuovi servizi effettuati, che secondo i report di Polizia e Carabinieri hanno già dato risultati. Per parte del Comune e della Polizia Municipale, con la collaborazione delle forze dell’ordine, a Putignano negli ultimi mesi abbiamo chiuso i cinque campi Rom abusivi che creavano criticità nel quartiere. L’impegno preso con il Ctp e nelle assemblee è stato mantenuto e ora si lavorerà a ridurre e superare il campo più grande di via maggiore di Oratoio».

«Negli incontri si è parlato di videosorveglianza mirata e di altre misure. Per colpire gli autori dei furti, che spesso sono malviventi non improvvisati, non bastano i controlli – aggiunge Filippeschi – serve l’attività investigativa che consenta di estirpare questa malavita. Serve monitorare il territorio quartiere per quartiere, com’è possibile fare con la condivisione di denunce e segnalazioni. Rinnovo l’invito al mantenimento degli impegni che furono presi quando fu chiusa la Caserma dei Carabinieri di Riglione. Si deve trovare la forza per sperimentare anche una stazione mobile, che potenzi i controlli nelle frazioni di Pisa e di Cascina, a confine, e nell’area industriale di Ospedaletto».

Fonte: Comune di Pisa - Ufficio Stampa

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