
Domenica 17 aprile si vota in tutta Italia, dalle ore 7 alle ore 23, per il referendum abrogativo promosso da alcuni Consigli Regionali. La richiesta delle Regioni, supportata dalle associazioni ambientaliste e dal nostro partito, è quella di abrogare la norma che allunga le concessioni per estrarre idrocarburi entro le 12 miglia dalla costa italiana sino all'esaurimento dei giacimenti. Se vinceranno i SI, le concessioni giungeranno alla scadenza prevista.
Andare a votare, oltre che un dovere civico, è una possibilità per prendere parola su temi rilevanti come le prospettive energetiche dell'Italia, il rischio incidenti che metterebbe a rischio il nostro mare e il nostro turismo.
Chi dice che le trivellazioni porteranno nuovi posti di lavoro racconta una falsità: le piattaforme, infatti, sono ad alta intensità di capitali e a bassa intensità di lavoro. Costano moltissimo e producono pochissimi posti di lavoro. Molto spesso il saldo fra la nuova occupazione nel settore e quella preesistente è negativo.
È falso raccontare che il gas e il petrolio estratto garantisce indipendenza energetica all'Italia. Gli idrocarburi raccolti con le trivellazioni appartengono a imprese, spesso multinazionali private, che scelgono la destinazione del materiale raccolto sulla base dell'offerta. I nostri mari, peraltro, ospitano quantità minime di tali risorse: le riserve petrolifere corrispondono a 7-8 settimane di consumo nazionale, quelle di gas garantirebbero 6 mesi di consumo.
SI vota SI. Perché? Non vogliamo solo fermare le concessioni oggetto del referendum: vogliamo politiche di messa in sicurezza del territorio, investimenti nelle rinnovabili. Vogliamo la creazione di nuovi posti di lavoro nel solco del Green New Deal da noi proposto in Parlamento. Vogliamo garantire la partecipazione degli italiani in un referendum che il Governo Renzi ha scelto di non accorpare alle elezioni amministrative – producendo una spesa ulteriore di 350 milioni di euro.
Vogliamo far sì che il referendum sia uno spazio di dibattito pubblico e lo abbiamo dimostrato: insieme agli attivisti del Comitato e dei soggetti politici della campagna referendaria, infatti, anche a Pisa abbiamo conferito le nostre deleghe per rappresentanti di lista a studenti e studentesse, lavoratrici e lavoratori non residenti che domenica potranno votare nella nostra città e in provincia. Più di mille cittadini potranno prender parte a questa consultazione: già in questo c'è una prima sfida vinta, una sfida di partecipazione e democrazia.
Incontrando le tante concittadine e concittadini, inoltre, abbiamo raccolto il grande interesse di Pisa verso un referendum che potrebbe rovesciare uno dei cardini programmatici del renzismo: lo Sblocca Italia. È un'idea della politica per cui “semplificare” significa imporre d'autorità le decisioni, senza spazi di confronto e democrazia. Ecco perché Sinistra Ecologia e Libertà di Pisa città, in cammino verso il nuovo partito della Sinistra italiana, sostiene e sosterrà quelle proposte referendarie che vogliono rilanciare un'idea diversa di società. Sosteniamo la raccolta firme contro la pessima riforma della scuola, contro il Jobs Act, contro la legge elettorale “Italicum”. Siamo al fianco delle iniziative contro la deforma costituzionale, recentemente approvata in parlamento.
Sosteniamo le proposte di legge di iniziativa popolare che vogliono introdurre uguaglianza e giustizia sociale: la proposta sul diritto allo studio universitario fatta dagli studenti, la Carta dei diritti universali del lavoro della CGIL.
Vogliamo un mare senza trivelle. Vogliamo un'Italia migliore.
Fonte: SEL Pisa Città
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