
"Parto da alcune considerazioni, in primis quella del rispetto del voto e del dovere civico di ognuno di noi. Votare è un diritto ed un dovere, così come nel referendum lo è astenersi. Le scelte sono personali e andrebbero ben motivate. Ho cercato di seguire le ragioni delle 3 proposte di voto (SI, NO e ASTENSIONE) e sulle modalità di convocazione del referendum.
Ho sempre ribadito che questo non doveva essere un tema da referendum nazionale, ma la legge è nazionale quindi siamo chiamati tutti ad una presa di posizione.
Noi non siamo direttamente coinvolti, davanti alle nostre coste non ci sono piattaforme petrolifere, ma cosa succederebbe se invece delle perforazioni entro le 12 miglia parlassimo di geotermia?
Pensando ad un referendum nazionale sulla geotermia, cosa mi passerebbe per la mente? Mi sentirei subito a disagio sapendo che il mio voto, che sono nato, cresciuto, lavoro, la mia famiglia ha lavorato e lavora nella geotermia o nel suo indotto, avrebbe lo stesso valore di un altro italiano che non sa nemmeno cosa sia Larderello, cosa sia un refrigerante o un vapordotto e non respira la nostra aria. E mi sale il nervoso pensando che il mio voto sarebbe annullato se questi cittadini non andassero alle urne. Credo sia lo stesso pensiero del cittadino che vede la piattaforma petrolifera davanti alla spiaggia del suo Comune e che è vincolato se il connazionale della Val d’Aosta andrà o non andrà a votare. Per questo andrò a votare sperando nel raggiungimento del quorum, per dare modo di scegliere a chi ha proposto questo tema.
Su come votare ci ho pensato molto, si è sentito di tutto nella campagna referendaria, anche molte bugie, ma la decisione l’ho presa ancora una volta pensando a noi ed alle concessioni minerarie geotermiche. Queste concessioni hanno una scadenza (il 2024 se qualcuno se lo fosse scordato, molto vicino) e assolutamente non vorrei che diventassero eterne. Perché vorrei un controllo sulle concessioni stesse, perché vorrei poter “trattare” sulle condizioni di sfruttamento, perché vorrei verificare correttezza e compatibilità e non dire “fate quel che volete”.
Votare SI non fermerà niente, obbligherà soltanto chi non ha terminato lo sfruttamento del giacimento entro i termini a ripresentare una procedura di valutazione ambientale ed una nuova richiesta di concessione.
Soprattutto spero che i cittadini vadano alle urne, ridiano quel segno di dovere civico, esprimendo il loro pensiero. Questa è la democrazia!".
Marco Garfagnini, Capogruppo Sinistra Democratica Pomarance e Segretario Comunale Partito Democratico Pomarance
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