
Sono ben 35 i discendenti viventi di Leonardo Da Vinci e tra loro c'è anche Franco Zeffirelli. È questo il risultato della ricerca iniziata nel 1973 che Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale Leonardo da Vinci, e Agnese Sabato, dello stesso museo, hanno presentato questa sera al Teatro di Vinci in occasione dell'evento "Leonardo Vive" a cui hanno partecipato anche alcuni dei discendenti stessi.
Chi è potuto venire al Teatro della Misericordia di Vinci per una serata speciale dedicata alla conferenza 'Leonardo Vive' ha potuto assistere alla dettagliata ricerca di Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale, e della storica Agnese Sabato.
Quarantatré sono gli anni di ricerca che hanno portato a determinare nomi e cognomi di chi ha ancora il gene leonardiano. Uno su tutti Giovanni Calosi, nato a San Donato val di Botte a Empoli il 9 marzo 1940, figlio di Antonio e di Dina Vinci. La famiglia si trasferì a Mercatale di Vinci in un podere di un nipote dello scrittore Renato Fucini. Da Calosi, ex ragioniere in una ditta di falegnameria, il ricordo di testimonianze perdute di Leonardo: "Ricordo che mia madre mi raccontava di fogli scritti al contrario da leggere allo specchio. Poi questi sono stati venduti o rubati o portati via durante la guerra". La collaborazione con Vezzosi è durata 9 anni, nei quali niente è trapelato fino a che i tempi non fossero stati maturi abbastanza.
“Dopo alcune dichiarazioni dello stesso Zeffirelli - spiega Vezzosi - in occasione del Premio Leonardo che nel 2007 gli venne consegnato dal Presidente Napolitano, ho fatto una serie di ulteriori ricerche per definire esattamente il rapporto tra la famiglia di Leonardo Da Vinci e quella dei Corsi, e quindi di Zeffirelli. E anche sulle due case appartenute in antico alla famiglia di Leonardo e poi agli antenati di Zeffirelli nel borgo e nella campagna di Vinci”.
Quasi tutti i 18 discendenti presenti stasera a Vinci sono stati contattati solo pochi giorni fa dagli autori della scoperta e sono arrivati oggi stesso in segreto per partecipare all’evento.
Gli fa eco la figlia Elena, classe 1968, architetto di Empoli. “Questa ricerca ci ha permesso di ricordare tutto quello che la nonna ci raccontava. Mio padre mi ha svelato solo alla fine i motivi della collaborazione con Vezzosi. L’ho aiutato a rintracciare i cugini e la sorpresa è stata generale. Cosa si prova a essere discendi di Leonardo Da Vinci? Ovviamente sono sorpresa io stessa, ma felice, felice anche per la mia nonna che non c'è più, e che era orgogliosa di avere il cognome Vinci. Stento io stessa a crederci ma è davvero emozionante vedere ricostruito il proprio albero genealogico ed andare a fondo delle proprie radici. Se poi fra queste radici trovi avi così importanti come Leonardo, ovviamente dopo lo stupore la gioia prende il sopravvento. Chi non ha studiato Leonardo o visto i suoi dipinti?”
Una ricostruzione storica per i Corsi
Abbiamo già ricordato che Ser Antonio Giuseppe Da Vinci morì nel 1803 e che fu sepolto a Vinci nella tomba dei Da Vinci, nella chiesa di Santa Croce.
Essendo nel 1793 già scomparso suo figlio Vincenzo Leonardo, egli nominò sue eredi principali le figlie Orsola Carolina e Teresa Alessandra Giovanna.
Questa aveva sposato nel 1794 Michelangelo di Tommaso Corsi, ma dagli Stati d’Anime della parrocchia di Santa Croce non risultano figli.
Invece, uno dei fratelli di Michelangelo, Antonio di Tommaso (sposato con Stella Vezzosi) ebbe molti figli, dando vita a un ramo della famiglia Corsi che rientra nell’albero genealogico di cui parliamo oggi per affinità.
Fra i figli di Antonio ci interessa in particolare Giuseppe, padre di Olinto, nato nel 1857 e sposato con Francesca Ida del fu Remigio Cerboni, dai quali nascerà Ottorino (il 14 giugno 1883), che si trasferì a Firenze e a sua volta ebbe, con Alaide Garosi, un figlio illegittimo, poi riconosciuto: Gianfranco.
Nei mesi scorsi si è parlato di quest’ultimo per la sua affezione a Vinci.
Ma c’è un precedente importante. Quando nel 2007, al Quirinale, il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano consegnò al maestro Franco Zeffirelli (ovvero Gianfranco Corsi) il “Premio Leonardo”, il grande regista pronunciò quella che sembrò un mot d’esprit, una battuta scherzosa: “I Corsi, che sono la mia famiglia, sono anche una famiglia che discende da Leonardo”.
Intervistato dai giornali, io confermai che quella dei Corsi era stata la casa dei Da Vinci al tempo della nascita di Leonardo. Era poi appartenuta veramente agli avi di Zeffirelli, ma lasciai in sospeso l’indicazione dei nomi dei suoi antenati che collegavano storicamente i Corsi ai Da Vinci per l’affinità che abbiamo appena precisato.
I titoli dei giornali furono per esempio “Zeffirelli e Leonardo: stessa casa a Vinci”.
In effetti, successivamente al matrimonio tra Teresa di Ser Anton Giuseppe Da Vinci e Michelangelo di Tommaso Corsi, furono riunificate dai Corsi le proprietà delle prime due case che erano appartenute al nonno Antonio Da Vinci anche al tempo della nascita di Leonardo: la Costareccia di Tigliano, nel popolo di Santa Maria del Pruno a Orbignano, e quella nel borgo di Vinci (oggi casa Cerboni, nel complesso dell’edificio che include anche la proprietà dei Mancini).
- Mirco Vinci e Giovanni Calosi (foto gonews.it)
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Fonte: a
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