Arno, tra storia e ingegneria: se ne parla a palazzo Panciatichi

Volontari a lavoro durante l'alluvione del 1966

Come convivere con il fiume Arno? La risposta è nel volume di Matteo Isola: “Il Fiume Arno. Storia sconosciuta delle mitigazioni delle piene”, realizzato grazie ad una borsa di studio promossa dal Rotary. In occasione del 50° anniversario dell’alluvione di Firenze, infatti, il Distretto Rotary 2071 (Toscana) ha scelto di contribuire con questa pubblicazione, dove vengono raccontati gli interventi e gli studi elaborati per la riduzione del rischio idraulico nel bacino del fiume Arno, secondo una prospettiva storico-ingegneristica. Il lavoro verrà presentato oggi, mercoledì 13 aprile, in sala Gonfalone di palazzo Panciatichi (via Cavour, 4 - Firenze), dal presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani, da Arrigo Rispoli, Governatore Rotary Distretto 2071 Toscana (2014-2015) e da Enio Paris, professore ordinario di Idraulica Fluviale all’Università di Firenze.

“Quella dell’alluvione del ’66 – sottolinea Giani - è la storia di un disastro naturale, ma anche la storia della solidarietà umana, del recupero di un patrimonio artistico inestimabile e di una mobilitazione senza precedenti. Una storia che coinvolse tutta la Toscana devastando città importanti. E’ indubbio che nell’immaginario collettivo è passata come l’alluvione di Firenze, anche per la forza evocativa che il nostro capoluogo esercita nel mondo. Ma a cinquant’anni di distanza, affinché il ricordo di questa data non sia solo una sterile rievocazione, è necessario che si renda evidente che allora fu larga parte della Toscana ad essere sommersa dalle acque”. Da qui l’importanza di avviare un percorso partecipato di raccolta della memoria per promuovere la cultura del territorio, del diritto all’ambiente, di uno sviluppo che non invada spazi che, per sua natura, l’uomo deve assolutamente proteggere. Pena ulteriori disastri per le persone, le attività economiche e i beni culturali. “Proprio per questo motivo – conclude il presidente - iniziative e pubblicazioni come questa del Rotary rappresentano un importante contributo di conoscenza su un fiume ricco di storia”.

“A 50 anni dall’alluvione che il 4 novembre 1966 interessò gran parte del bacino dell’Arno - commenta Arrigo Rispoli - il Rotary, sempre sensibile ai problemi del territorio, non poteva mancare di dare il suo contributo di conoscenza su un fiume ricco di tanta storia, legato ad un territorio anch’esso ricco di un’eredità culturale, mettendo a disposizioni interventi documentati, non solo degli studiosi ma anche dell’intera popolazione”.

Documenti, studi e cronache testimoniano nei secoli la tenacia delle popolazioni della Valle dell’Arno nel difendersi dalle inondazioni del Fiume, talvolta temibili e potenti. Nel corso del tempo l’uomo ha cercato di difendersi dalle improvvise inondazioni, riflettendo anche sulle cause che erano alla base di tale fenomeno e sulle proprie responsabilità, mettendo in atto interventi, piccoli e grandi, per contenere il pericolo.

In tale contesto, di grande interesse è la ricerca svolta da Matteo Isola, che fornisce, per la prima volta, una efficace sintesi delle esondazioni e delle opere di difesa che l’uomo ha costruito negli anni nel tentativo di mitigarne le conseguenze. Naturalmente questa storia continua, nella consapevolezza che non tutto è stato ancora fatto.

Fonte: Toscana Consiglio Regionale

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