
In occasione del 50° anniversario dell’alluvione di Firenze, il Distretto Rotary 2071 (Toscana) ha scelto di contribuire con una pubblicazione nella quale vengono raccontati gli interventi e gli studi elaborati per la riduzione del rischio idraulico nel bacino del fiume Arno, secondo una prospettiva storico-ingegneristica.
Per valorizzare le finalità di ricerca di quanti Scienziati e Ingegneri Idraulici poco noti ma che, con il loro lavoro, hanno fatto sì che la popolazione potesse convivere con l’Arno, contribuendo in maniera determinante allo sviluppo della Toscana, è stato presentato oggi ad Autorità e Stampa, presso la Sala Gonfalone di Palazzo Panciatici, dal Presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani, da Arrigo Rispoli, Governatore Rotary Distretto 2071 Toscana (2014-2015) e da Enio Paris, professore ordinario di Idraulica Fluviale all’Università di Firenze, il volume “Il Fiume Arno. Storia sconosciuta delle mitigazioni delle piene” di Matteo Isola, realizzato grazie ad una borsa di studio promossa dal Rotary.
Molti sono i documenti, gli studi e le cronache che testimoniano nei secoli la tenacia delle popolazioni della Valle dell’Arno nel difendersi dalle inondazioni del Fiume e come questo ha voluto manifestare tutta la sua potenza e pericolosità in vari punti del suo percorso inondando più volte nel corso dei secoli città e campagne e provocando immani disastri che hanno colpito, qualche volta in modo irreparabile, il patrimonio artistico e culturale di Firenze.
Nel tempo l’uomo ha cercato di difendersi dalle improvvise inondazioni, riflettendo anche sulle cause che erano alla base di tale fenomeno e sulle proprie responsabilità. In seguito a tali valutazioni sono stati messi in atto interventi, piccoli e grandi, volti a contenere il pericolo di inondazioni.
“A 50 anni dall’alluvione che il 4 novembre 1966 interessò gran parte del bacino dell’Arno, - ha commentato Arrigo Rispoli - Il Rotary, sempre sensibile ai problemi del territorio, ha ritenuto opportuno che tali interventi, che fanno parte della storia della città di Firenze e della Toscana, siano ben documentati e messi a disposizione non solo degli studiosi ma anche dell’intera popolazione. La pubblicazione, presentata oggi, è il frutto di un progetto finanziato da una borsa di studio del Distretto Rotary 2071.
Il Rotary non poteva mancare di dare il suo contributo di conoscenza su un fiume ricco di tanta storia, legato ad un territorio anch’esso ricco di un’eredità culturale, veramente eccezionale e con una presenza rotariana di grande prestigio.”
“Quella dell’alluvione del ’66 – ha sottolineato Eugenio Giani - è la storia di un disastro naturale, ma anche la storia di solidarietà umana, del recupero di un patrimonio artistico inestimabile e di una mobilitazione senza precedenti.
Una storia che coinvolse tutta la Toscana devastando città importanti.
E’ indubbio che nell’immaginario collettivo è passata come l’alluvione di Firenze, anche per la forza evocativa che il nostro capoluogo esercita nel mondo. Ma a cinquant’anni di distanza, affinché il ricordo di questa data non sia solo una sterile rievocazione, è necessario che si renda evidente che allora fu larga parte della Toscana ad essere sommersa dalle acque.
E’ importante avviare un percorso partecipato di raccolta della memoria per promuovere la cultura del territorio, del diritto all’ambiente, di uno sviluppo che non invada spazi che, per sua natura, l’uomo deve assolutamente proteggere. Pena ulteriori disastri per le persone, le attività economiche e i beni culturali. Proprio per questo motivo iniziative e pubblicazioni come questa del Rotary rappresentano un importante contributo di conoscenza su un fiume ricco di storia”.
Di grande interesse è la ricerca svolta da Matteo Isola, di aspetti poco noti, ma importanti nella lunga storia del fiume e come il territorio si è rapportato con esso. Le esondazioni che si sono presentate hanno tutte avuto delle caratteristiche sempre diverse fra loro così come delle conseguenze diverse e variamente dislocate lungo il suo bacino.
Questa ricerca fornisce, per la prima volta, una efficace sintesi delle esondazioni e delle opere di difesa che l’uomo ha costruito negli anni nel tentativo di mitigarne le conseguenze.
Naturalmente questa storia ancora continua nella consapevolezza che non tutto è stato ancora fatto e di ciò si dà atto in questo volume.
Fonte: Ufficio Stampa
Notizie correlate
Tutte le notizie di Firenze
<< Indietro





