CrVolterra, Cisl: "Nuovo contratto al palo e taglio degli stipendi"

(foto gonews.it)

Un ordine di servizio al posto di un accordo con i rappresentanti dei lavoratori. Non paiono trovare sbocco le trattative tra management della Cassa di risparmio di Volterra e sindacati sul rinnovo del contratto integrativo aziendale.

La storia

Scaduto nel 2014, il vecchio contratto – come previsto da un accordo del 2013 – è rimasto valido fino ad oggi.

Per il suo rinnovo – ricostruiscono i bancari di Cisl, Cgil e Fabi – direzione e sindacati si erano imposti un limite: la somma di retribuzione e benefit non avrebbe dovuto pesare sui bilanci della banca.

A giugno del 2015 l’avvio delle trattative per il rinnovo del contratto.

La proposta dei sindacati

I sindacati avevano individuato alcune voci in cui l’azienda avrebbe potuto risparmiare: avvicinando, ad esempio, il dipendente al luogo della sua abitazione, egli avrebbe potuto rinunciare a tutta o a parte dell’indennità di trasferta. I risparmi – secondo la proposta delle sigle sindacali – avrebbero potuto essere indirizzati verso altre voci:

come la creazione di un plafond da utilizzare, all’occorrenza, per l’assistenza di familiari ammalati o non autosufficienti.

Una proposta respinta dall’azienda, che vorrebbe invece indirizzare i risparmi verso il premio di produzione. «Ma il premio di produzione non è scontato – osserva Marco Chirici, segretario responsabile First Cisl aziendale. Soprattutto oggi, quando tutto il sistema bancario si sta rivelando fragile».

Pur in assenza di un accordo, l’azienda ha emanato un ordine di servizio comunicando che dal 1 di aprile scorso sarebbe entrata in vigore una nuova normativa. Una normativa che prevede – denunciano i sindacati – rinunce per (quasi) tutti i dipendenti.

Privilegi per pochi

Tutto questo mentre l’azienda – diretta da un direttore generale, Roberto Pepi, ripescato dalla pensione osservano i sindacati – ha mantenuto indennità di carica fino a 15mila euro l’anno e salario extracontrattuale altrettanto generoso per alcuni dipendenti.

Riassumendo – con contratto a tempo determinato – altri due pensionati e indirizzandoli in una funzione chiave.

Insomma, una nuova normativa, scritta unilateralmente dall’azienda, che risulta peggiorativa per 500 dipendenti e che invece mantiene privilegi (di là dal risultato) per una ventina di «eletti».

«Nei momenti congiunturali difficili un’azienda chiama a raccolta i suoi dipendenti concordando sacrifici per tutti invocando il senso di attaccamento alla causa aziendale. In questo caso il management della Cr Volterra invece ha fatto un… accordo con sé stessa, minando la fiducia dei dipendenti nei confronti dei dirigenti. Complimenti per l’operazione» commenta Pierluigi Masi, segretario provinciale dei bancari della Cisl.

Fonte: Cisl Pisa

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