
Circa un anno fa abbiamo segnalato che alla data del 31 marzo 2015 era previsto il definitivo superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, per effetto della Legge n. 9 del 17/02/2012. Il processo di superamento prevede innanzitutto che al posto degli istituti penitenziari denominati OPG debbano nascere sul territorio di ogni regione delle mini strutture a gestione esclusivamente sanitaria denominate REMS (residenze per esecuzione misure di sicurezza) per le quali sono già stati stabiliti i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi e nelle quali saranno accolti i soggetti autori di reato, dichiarati incapaci di intendere e volere, ritenuti dal Giudice socialmente pericolosi. Presso l’OPG di Montelupo Fiorentino sono ospitati internati residenti non solo nella Regione Toscana ma anche in Sardegna, in Liguria, in Piemonte. Nel 2015 solo una parte di essi è stato trasferito presso le nuove strutture sanitarie (REMS) o presso le comunità ma molti altri sono ancora in attesa poiché i posti disponibili sono insufficienti rispetto alla reale esigenza.
Peraltro molti progetti iniziati in comunità stanno fallendo, alcuni internati si allontanano volontariamente dalle comunità mettendo a rischio la loro incolumità e diventando un possibile pericolo per la collettività!!! Ci domandiamo a chi sarà addebitata la RESPONSABILITA’ degli eventi critici che potrebbero verificarsi??? Gli internati sono esseri invisibili al mondo finché non commettono azioni gravi e solo dopo di ciò, intorno a loro si scatena il terrore e si cerca di correre ai ripari! Ad oggi insomma, sebbene sia trascorso un altro anno dalla data limite prevista per Legge di chiusura degli OPG, non è possibile individuare con certezza i tempi necessari al trasferimento di tutti gli internati verso le rispettive REMS. Questa situazione di incertezza provoca in primo luogo uno stato di enorme disagio e timore per i ristretti che intanto hanno proposto ricorso all’Autorità Giudiziaria per l’ingiusta permanenza in OPG ed in secondo luogo genera una mancanza di chiarezza e di progettualità a medio e lungo termine da parte degli organi centrali della Amministrazione Penitenziaria che si riversa in ambito periferico sui lavoratori. Il Ministero della Giustizia ha comunicato che quando gli OPG saranno svuotati degli internati, attualmente presenti, gli istituti penitenziari interessati saranno convertiti in Case Circondariali o di Reclusione per accogliere detenuti ordinari, lasciando pressoché intatta l’organizzazione del personale e dei servizi vigenti.
Da tale previsione per il momento è stato escluso l’OPG di Montelupo Fiorentino che, sorgendo all’interno della Villa Medicea dell’Ambrogiana, un complesso di interesse storico e artistico, sembrerebbe destinato a chiudere con la storia penitenziaria per essere adibito ad altro uso turistico - museale!!! Pare addirittura che sia stato stilato un documento di intesa tra l’Agenzia del Demanio (proprietario della Villa), il Ministero della Giustizia (attuale utilizzatore) ed il Comune di Montelupo Fiorentino (portatore di interesse) che però non è stato pubblicato tra gli atti ufficiali e del quale ci piacerebbe conoscere i contenuti!!! Noi che rappresentiamo una buona parte del personale in servizio all’OPG di Montelupo, non condividiamo assolutamente la logica di questa operazione politicofinanziaria che, per quanto ci riguarda, è assolutamente irrazionale e siamo certi che in assenza di un valido progetto di utilizzazione della Villa, vi è il rischio concreto che il sito rimanga abbandonato a se stesso o peggio ancora diventi oggetto di atti vandalici e usi impropri. Sosteniamo con forza, e non cambieremo idea, che la storia penitenziaria della Villa di Montelupo debba continuare ad esistere anche dopo il trasferimento di tutti gli internati verso le REMS. Una proposta concreta è già stata avanzata dal Dirigente della struttura e sostenuta da tutte le Organizzazioni sindacali dei lavoratori. Il progetto prevede di convertire l’attuale OPG in un istituto penitenziario che ospiti detenuti a basso indice di pericolosità, impiegati in attività trattamentali, riabilitative e lavorative, specie nella manutenzione ordinaria della Villa Medicea. Un istituto penitenziario quindi che possa continuare a convivere serenamente con la cittadinanza e con il territorio di Montelupo, come da secoli già avviene, aprendo le porte al pubblico per visite guidate o per attività di interesse collettivo.
Tale progetto consentirebbe di raggiungere più obiettivi contemporaneamente: - utilizzare un penitenziario già pronto per ospitare circa 150 detenuti, perfettamente funzionante ed accogliente, a differenza di molte carceri toscane, che di recente è stato ristrutturato secondo i moderni criteri previsti dal Regolamento Penitenziario con l’investimento di 7,5 milioni di euro di fondi pubblici; - offrire ai detenuti dei progetti trattamentali e delle opportunità di lavoro di alto valore morale realizzando l’obiettivo fondamentale del mandato istituzionale dell’Amministrazione Penitenziaria ovvero quello di rieducare e reinserire gli autori di reato; - mantenere nella sede di servizio tutti i dipendenti, penitenziari, civili e sanitari, che nel corso degli anni hanno deciso di stabilirsi su questo territorio, evitando loro il disagio di un trasferimento del luogo di lavoro e di conseguenza uno sconvolgimento dell’organizzazione professionale e personale; - conservare nel territorio di Montelupo un’opportunità di sicuro profitto per i commercianti e per le aziende che già oggi forniscono vari servizi all’istituto penitenziario, alle famiglie dei detenuti ed al personale in servizio. Non siamo disposti ad essere soprannominati “lavoratori abusivi” in un carcere “già chiuso” e non vogliamo credere che i giochi e gli accordi sono già fatti e che non c’è nessuna possibilità per fare cambiare idea ai governanti e agli amministratori coinvolti. Il carcere di Montelupo è un istituzione che merita di continuare ad esistere e siamo convinti che la nostra partecipazione, unita alla trasparenza dell’azione del Governo, dell’Amministrazione Penitenziaria centrale e delle Istituzioni regionali e Locali, possa portare ad una scelta condivisa, con la chiarezza necessaria a soddisfare e rispettare le esigenze e soprattutto la dignità di tutti! f.to Stefania Cozzolino Segretario Regionale CNPP
Fonte: Coordinamento Nazionale Polizia Penitenziaria
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