Il pluripremiato arciere Sergio Pagni alla consegna del defibrillatore all'associazione diabetici

Centocinquanta frecce scoccate a una distanza di diciotto metri e senza mai sbagliare un cerchio della dimensione di una monetina da dieci centesimi.  Così Sergio Pagni si è portato via il ricco montepremi di cinquantamila dollari dal Vegas Shoot, giunto alla sua cinquantesima edizione e proprio per questo con un montepremi così ricco. Il pluricampine di tiro con l'arco, specialità compound, che al bottino conquistato negli Stati Uniti nei primi di febbraio ha fatto seguire il titolo di campione del Mondo a squadre con l'Italia conquistato il 6 marzo scorso ad Ankara in Turchia, è stato l'ospite protagonista della serata del Panathlon international club di Prato.

E ad impreziosire la serata c'è stata anche la consegna in collaborazione con l'Onlus Regalami un sorriso di un defibrillatore all'Associazione diabetici area pratese.
"Oltre ad essere bravi e preparati, a volte se c'è anche un pizzico di fortuna non guasta - ha detto Pagni - Al Vegas Shoot in semifinale mi sono confrontato con un francese ed abbiamo fatto esattamente gli stessi centri. Per decidere chi doveva accedere alla finale per il primo posto si è reso necessario misurare chi fra i due era stato più preciso dell'altro nell'ultima freccia. Per una questione di millimetri è toccato a me. E questa la considero come quel  pizzico di fortuna che non guasta mai".

Un pizzico di fortuna che tuttavia l'arciere tesserato per la Compagnia arcieri Città di Pescia ha saputo conquistarselo con tanto lavoro e tanta bravura. Sergio Pagni  è sicuramente uno dei più titolati al Mondo. Nel 2009 e nel 2010 la Fitarco lo ha nominato atleta dell'anno  e nel 2012 è diventato l'unico atleta al mondo a vincere per la terza volta il Torneo indoor di Nimes, ed è anche l'unico atleta al Mondo ad aver vinto due Coppe del Mondo, per di più consecutivamente (2009 e 2010). Insomma quando il Robin Hood della Valdinievole scende in campo non ce n'è per nessuno.

Un talento naturale quello di Sergio Pagni visto che ha cominciato a tirare con l'arco oltre i vent'anni. "Sì, ho cominciato a ventuno anni - ha raccontato il pluricampione - Io e mio fratello frequentavamo l'università e avevamo smesso di fare sport. Mio padre invece che è un grande sportivo decise di portarci a provare il tiro con l'arco nella Compagnia arcieri di Pescia. All'inizio gli entusiasti erano soprattutto mio padre e mio fratello. Poi loro hanno smesso ed io ho proseguito". A confermare i primi passi e a raccontare l'exploit di Sergio Pagni c'è il presidente della Compagnia arcieri Città di Pescia, Marco Centini "l'unico che può davvero dire di essere stato il mio primo maestro, anche se in giro per l'Italia ce n'è più di uno che si vanta di esserlo" ha sottolineato Pagni.

"Quando li abbiamo visti arrivare, padre e figli con i loro archi nuovissimi, qualcuno ha fatto un sorrisino quasi per dire: dove pensano di andare? - racconta Centini - Poi invece abbiamo visto con Sergio dove pensavano di andare. In poco tempo ha saputo conquistarsi il suo spazio e i suoi riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. Oggi è uno dei pochi arcieri professionisti".

La fama di Pagni ha fatto sì che la Compagnia arcieri Città di Pescia sia diventata un punto di riferimento per tutti coloro che voglio anche cominciare a praticare questo sport. "Sì abbiamo diversi iscritti che arrivano anche da fuori regione - dice Centini - E il nostro obiettivo è quello di costruirci prima possibile un impianto di tiro con l'arco di alto livello. Sì, perché negli ultimi dieci anni la nostra disciplina ha ottenuto dei grandissimi riconoscimenti e a Pescia adesso viene tenuta in grande considerazione".

Dopo la parte sportiva, che è di casa nel Panathlon, è arrivata anche la parte sociale e il presidente del Panahtlon Prato, Pasquale Petrella ed il presidnete dell'Onlus Regalami un sorriso, Piero Giacomelli, hanno donato un defibrillatore ad Eliano Benassi, presidente dell'Associazione diabetici area pratese che  nella sede di via Luigi Borgioli fa assistenza per oltre duemilasettecento iscritti. "E' una patologia che colpisce molte persone - ha detto Benassi - E c'è anche molta disinformazione. Lo scopo della nostra associazione è quello di aiutare queste persone in tutti i modi possibili. Questo defibrillatore lo metteremo nella nostra sede a disposizione dei nostri medici, sperando che non debba mai servire".

Fonte: Ufficio Stampa

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