
In questo periodo sono state completate le misure di emergenza ed i relativi monitoraggi ambientali che si erano resi necessari a seguito dell’incidente allo stabilimento Cromochim dello scorso 26/11/2015 a Santa Croce sull'Arno (PI).
In una recente nota tecnica al Comune di Santa Croce, ARPAT haescluso criticità dal punto di vista ambientale, che rendano necessaria l'interruzione dell'attività presso le aziende limitrofe. Per quanto concerne la ripresa dell'attività presso Cromochim, la Ditta ha presentato all’inizio del mese di febbraio una documentazione tecnica in cui si impegna a realizzare varie modifiche per scongiurare il ripetersi di un simile incidente. A seguito dell'episodio del 26 novembre scorso, il Sindaco di Santa Croce sull’Arno emise infatti l'Ordinanza 20/2015 che prevedeva delle prescrizioni vincolanti per l'eventuale ripresa dell'attività presso l'installazione Cromochim e delle aziende limitrofe coinvolte nell'incidente.
Nello stabilimento Cromochim Spa a Santa Croce sull’Arno si produce una soluzione di solfato basico di cromo (III), denominata cromobase, a partire da bicromato di sodio, glucosio e acido solforico. Lo stabilimento rientra tra quelli a Rischio di Incidente Rilevante di Soglia Superiore (DLgs 105/2015); l'Autorità competente in merito agli aspetti di sicurezza industriale è rappresentata dal Comitato Tecnico Regionale, presso la Direzione Regionale dei Vigili del fuoco. L'attività svolta dall'azienda risulta assoggettata anche ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rilasciata dalla Provincia di Pisa con Determinazione Dirigenziale 3656/2010. L'Autorità competente del procedimento amministrativo di AIA è attualmente rappresentata dalla Regione Toscana.
Le indagini di ARPAT a seguito dell'incidente
Il 3/12/15 furono prelevati 5 campioni di terreno nelle immediate vicinanze, tenendo conto dell'elaborazione dei dati meteo nel momento dell'incidente, effettuata dal Settore Modellisticaprevisionale dell'Area Vasta Centro di ARPAT. Fu prelevato anche un campione “bianco” di terreno, situato in direzione opposta e distante dalla sorgente dell'evento incidentale, per consentire il confronto.
Le concentrazioni di Cromo esavalente e Cromo totale, sui campioni prelevati, risultavano inferiori o compresi tra i valori delle colonne A (Cromo totale = 150 mg/kg ss; Cromo VI = 2 mg/kg ss) e B (Cromo totale = 800 mg/kg ss; Cromo VI = 15 mg/kg ss) della Tabella 1, Allegato 5, parte Quarta delDLgs 152/2006 e s.m.i. Anche se i riscontri analitici risultano talvolta superiori al valore di bianco, questi comunque rispettavano le Concentrazioni Soglia di Contaminazione pertinenti, prese a riferimento per le bonifiche dei suoli contaminati.
Il 26/11/15 furono prelevati 4 campioni di acque superficiali dalla rete delle acque meteoriche posta lungo la via del Melaccio, a monte ed a valle dello stabilimento Cromochim, incluso un campione (punto 4) delle acque raccolte in un avvallamento del fondo stradale presente in via del Trebbio Nord, per valutare il livello di contaminazione da cromo esavalente.
Confrontando i risultati analitici del campione 2, a valle dello stabilimento, (Cromo totale = 50 mg/L; Cromo VI = 33 mg/L) con quelli del campione 1, a monte dello stabilimento, (Cromo totale = 33 μg/L; Cromo VI = 1,5 μg/L), è risultato evidente come l'effetto dell'incidente abbia interessato le acque della fognatura bianca solo nel tratto di fognatura di fronte allo stabilimento Cromochim.
Negli altri due punti poco più distanti, 3 e 4, non è risultata significativa la concentrazione di cromo VI (1,0 μg/L) dal momento che i valori misurati sono risultati confrontabili con quello a monte dello stabilimento Cromochim (campione 1).
In occasione dell'incidente, la ditta aveva provveduto ad utilizzare sodio bisolfito (agente che ha la funzione di ridurre il cromo dallo stato esavalente a trivalente) nelle zone interessate. Tenuto conto che la fognatura invia al depuratore di Santa Croce S/A, gestito dal Consorzio Aquarno Spa, si evidenzia come l'incidente del 26/11/2015 non sia stato impattante sulla matrice acqua.
In sintesi non si sono rilevate criticità dal punto di vista ambientale.
Fonte: ARPAT
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