
'La tecnologia a servizio della persona': questo il tema del seminario che si è svolto venerdì 11 marzo a Palazzo dei vescovi a Pistoia, organizzato da Confartigianato Imprese Pistoia.
L'incontro ha visto la partecipazione del presidente di Confartigianato Pistoia Simone Balli, del presidente regionale Giovanni Donati e del presidente nazionale dell'associazione Giorgio Merletti.
Al seminario hanno portato il loro contributo numerosi ricercatori e docenti dell'Università di Pisa e Firenze e della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa. A coordinare il tavolo il direttore di TVL Luigi Bardelli. La giornata è stata aperta dai saluti di Luca Iozzelli in rappresentanza della Fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia e da Alessio Colomeiciuc, presidente della Cassa di risparmio di Pistoia e della Lucchesia.
Qual'è il rapporto tra artigianato e tecnologia? Quale il confine tra la 'macchina' e il lavoro manuale? Quali benefici ha portato la tecnologia nella vita di tutti i giorni, specie per i soggetti svantaggiati? Queste alcune delle domande che i vari relatori hanno posto e dibattuto nel corso dei lavori. La tecnologia entra sempre di più nelle nostre vite, svolge un ruolo sempre maggiore nelle nostre attività quotidiane, anche non lavorative. I progressi tecnologici, in ogni campo, sono sempre più al servizio delle famiglie e delle persone; soprattutto sempre più al servizio di coloro che dalle scoperte traggono un miglioramento della qualità della loro vita.
L'innovazione tecnologica rappresenta senza dubbio un fattore positivo, a patto però che si riesca a trovare il giusto equilibrio. La tecnologia dunque come valore aggiunto e risorsa, non come unica strada verso un nuovo modello produttivo: questo il punto d'incontro condiviso da tutti i presenti.
"Fra tecnologia e artigianato c'è simbiosi da sempre – ha affermato il presidente nazionale di Confartigianato Giorgio Merletti – per stare sul mercato siamo costretti a innovare sempre ed è per questo che mi piace paragonare le nuove tecnologie alle macchine a vapore: entrambe hanno avuto un ruolo decisivo. In sostanza l'artigiano oggi non può fare a meno dell'innovazione, ma bisogna stare attenti a non pensare che tutti i problemi siano risolvibili con le nuove tecnologie. L'Italia è conosciuta nel mondo per l'artigianalità dei suoi prodotti. Noi abbiamo la “cultura del polpastrello”, che è quell'elemento in più che la macchina non può raggiungere e che noi dobbiamo essere capaci di preservare".
"La tecnologia se usata con la testa sulle spalle e un pizzico di etica – ha commentato il presidente di Confartigianato Pistoia Simone Balli – può essere amica delle aziende e delle persone, spetta a noi usarla nella giusta declinazione. Si pensi ad esempio ai droni, strumenti che possono portare morte oppure salvare vite, a seconda naturalmente di come vengono impiegati. Altra declinazione positiva è quella relativa al grande settore della tecnologia applicata all'edilizia, capace di migliorare notevolmente la qualità delle strutture e la loro sicurezza e vivibilità".
Fonte: Confartigianato Pistoia - Ufficio Stampa
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