Beat Festival, il Partito Comunista d'Italia: "Ragazzi pagati 60 euro per 21 ore di lavoro, il Comune si interesserà della questione?"

Il Beat Festival di Empoli

Il testo integrale del comunicato diffuso dal Partito Comunista d'Italia:

L'anno scorso, al Beat Festival di Empoli, parlammo con alcuni dei ragazzi in maglietta verde che stavano lavorando nell’ambito dell’iniziativa.

Chiedemmo loro con quale trattamento economico fossero stati ingaggiati e quale fosse il loro orario di lavoro. Ci risposero che avrebbero lavorato per i tre giorni del Festival, all’incirca dalle 19 alle 2 di notte, per un compenso di 60 euro complessivi, più la possibilità di mangiare gratuitamente all’interno del festival. 60 euro per 21 ore di lavoro. Meno di 3 euro l’ora. Nessuno di loro ci disse qualcosa di preciso sull’esistenza o meno di un contratto di assunzione.

Qualcuno ci disse di aver accettato, pur rendendosi conto di essere malpagato in proporzione al servizio prestato, perché lo riteneva comunque meglio di niente e non voleva protestare per paura di venire scartato. Altri erano contenti, in quanto ritenevano questo lavoro un’opportunità che gli organizzatori avevano loro offerto.

Da una parte la paura e la rassegnazione, dall’altra l’opinione che quando ti offrono un lavoro ti fanno un “favore”.

Il Comune di Empoli, almeno per quanto riguarda la prevista edizione di quest’anno, si è interessato o intende interessarsi del trattamento economico e contrattuale di questi ragazzi, oppure ritiene che non sia di sua competenza?

Fonte: Partito Comunista d'Italia - Sezione di Empoli 'Abdon Mori'

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