Prodotti locali nei ristoranti, Confagricoltura: "Scelta condivisibile, ma serve maggior coinvolgimento"

Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana

“La qualità non è esclusività dei prodotti agricoli locali ma significa anche decoro del locale, rispetto delle regole sanitarie e del mondo del lavoro. La decisione presa da Palazzo Vecchio ci sembra assolutamente coerente con la volontà di riportare un po’ di ordine e su questo non dovrebbero essere mai ammesse deroghe.” E’ quanto dichiarato da Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana che commenta così la decisione del Comune di Firenze di permettere l’apertura di nuove attività alimentari o di somministrazione nel centro storico con l’obbligo di avere almeno il 70% di prodotti di filiera corta o del territorio.

“Aldilà della rispettabile e condivisibile decisione – spiega Miari Fulcis - sarà necessario approfondire il significato di molte parole delle quali si fa oramai abuso e mi riferisco per esempio al termine “filiera corta”. Ci riserviamo di leggere attentamente la delibera ma chiediamo di fare attenzione anche a quando si lascia ogni valutazione ad un’ “apposita commissione tecnica” che rischia di diventare un vincolo all’innovazione e alla proposta di nuove idee omologando il tutto sotto un unico giudizio. Come mondo agricolo vorremmo essere maggiormente coinvolti in queste operazioni in quanto riteniamo di poter apportare quelle novità e tendenze che fanno il successo dei nostri territori e la riconoscibilità della vita nelle nostre città.”

Fonte: Confagricoltura - Ufficio stampa

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