'Am(e)leto' con la compagnia Fuori da i’Comune, la commedia tutta castellana

Sabato 5 marzo alle 21 il Teatro del Popolo di Castelfiorentino presenta Am(e)leto storie di coltri, colmate e uomini veri... della compagnia Fuori da i’Comune, inserita nella rassegna Castelfiorentino in scena, che propone gli spettacoli delle compagnie teatrali del territorio.

La compagnia Fuori da i' Comune ritorna in scena con una storia inedita, scritta a "15 mani", grazie alla collaborazione, la fantasia e la passione dei quattordici attori e del regista.
Le colmate, il capoccia, la massaia, il fattore, Cosimo Ridolfi, Agostino Testaferrata e la prima scuola agraria: realtà, proverbi toscani e finzione si intrecciano in questa commedia in cui il fermento intellettuale dei primi anni del 1800 e la Villa di Meleto sono i veri protagonisti e dove il Futuro, come un bambino che deve nascere, è tanto atteso quanto temuto. Posto unico € 8.

Segnaliamo che mercoledì 16 marzo sarà sul palco castellano Mario Perrotta, attore, autore e regista del bellissimo spettacolo Milite ignoto-quindicidiciotto, tratto da Avanti sempre di Nicola Maranesi e da La Grande Guerra, i diari raccontano un progetto a cura di Pier Vittorio Buffa e Nicola Maranesi. Lo spettacolo è finalista al Premio UBU 2015 come migliore novità italiana. Ingresso 10 euro.

La prevendita per tutti gli spettacoli è in corso presso la biglietteria del teatro tutti i giovedì (ore 17.00-19.00) e il sabato ( ore 9.00-12.00 e 16.00-19.00).
La prevendita sarà effettuata, oltre che alla biglietteria del teatro, anche presso Discofollia, via del Gelsomino, 45 a Empoli, telefono 0571 710746 (orario negozio).
Il programma della stagione e tutte le informazioni sono disponibili sui siti www.teatrocastelfiorentino.it e www.giallomare.it.

Per informazioni Teatro del Popolo 0571 633482 o Giallo Mare Minimal Teatro 0571 81629.

La commedia
Una vicenda dal “sapore dolce amaro”, la storia di una famiglia di contadini nella prima metà dell’800. Una ricostruzione immaginata, ma verosimile, di una vita fatta di povertà, duro lavoro, ristrettezze economiche, ma anche solidarietà e speranza, all’ombra della grande Fattoria di Meleto: la proprietà del marchese Cosimo Ridolfi, la terra dove Agostino Testaferrata (fattore di Meleto) realizzò le “colmate di monte”. E’ questo il leit motiv dello spettacolo “Am(e)leto. Storie di coltri, colmate e uomini veri…”, che la Compagnia “Fuori da i’ Comune”, formata da dipendenti comunali, porta sulla scena in prima assoluta al Teatro del Popolo di Castelfiorentino sabato 5 marzo 2016, alle ore 21.00.

Dopo la mostra su Cosimo Ridolfi, conclusa pochi giorni fa e incentrata sull’ingegno e lo spirito imprenditoriale del marchese di Meleto, stavolta la parola passa alle famiglie contadine, destinatari naturali di molte delle innovazioni apportate all’interno della fattoria, come il coltro (che deve sostituire il lavoro della vanga) e le “colmate di monte”, attraverso le quali fu possibile estendere le coltivazioni alle colline, sottoposte in precedenza a forti processi di erosione. Realtà, proverbi toscani e finzione si intrecciano in una commedia che vuol far sorridere ma anche pensare. Perché la vera protagonista è una famiglia di coloni, persone semplici, alle prese con i problemi della vita quotidiana, con i loro sentimenti e le loro emozioni.

“L’idea mi è venuta – spiega il regista della Compagnia, Diego Conforti – da un post pubblicato su facebook da Valerio Desideri, che raccontava l’esperienza di Ridolfi e Testaferrata a Meleto. Da qui è scaturita la trama della commedia, che racconta la storia immaginaria di una famiglia contadina vissuta all’interno della fattoria. Come in ogni commedia teatrale, fantasia e realtà talora si confondono, ma alcune verità storiche affiorano in modo netto attraverso le battute dei personaggi, come quelle sul cibo, sulla condizione quasi servile dei coloni, sul coltro o sui riflessi sociali delle “colmate”.

“La commedia è il risultato di un lavoro corale – prosegue Conforti – anche perché ricreare l’atmosfera quotidiana di una famiglia contadina era un impegno gravoso e difficile. Ci siamo perciò rimessi in gioco e abbiamo lavorato molto sulle emozioni. Gli attori sono stati bravissimi, li ho letteralmente tartassati per più di un anno ma hanno seguito passo dopo passo tutti i miei consigli. Oltre che a tutta la compagnia, un doveroso ringraziamento desidero rivolgere a quanti si sono impegnati “dietro le quinte” con la scenografia, i costumi e i filmati, come Lara Mezzetti, Francesco Gallo, Claudio Acquarelli, Lucia Taddei, Nicola Dragoni”.

Come si ricorderà, la compagnia teatrale “Fuori da i’ Comune” è nata due anni fa ed è composta quasi interamente da dipendenti del Comune di Castelfiorentino. Quello che presenta sabato è il suo secondo spettacolo teatrale.

“La coincidenza tra lo spettacolo e la mostra su Ridolfi – spiega l’Assessore Simone Bruchi – è del tutto casuale, ma forse proprio in questo sta l’aspetto più singolare. Sia l’Amministrazione Comunale che il personale avevano lo sguardo e la mente rivolte a Meleto, a quella straordinaria esperienza che quest’anno abbiamo voluto riscoprire e valorizzare in più modi. Desidero pertanto ringraziare tutti i dipendenti del Comune – prosegue Bruchi – che hanno dedicato il loro tempo libero all’impegno teatrale, rafforzando i legami e soprattutto lo spirito di squadra, quanto mai necessario nel lavoro di tutti i giorni. Credo ci siano poche esperienze in Italia di questo tipo – conclude Bruchi – una conferma dunque preziosa del ruolo centrale del teatro nella vita culturale del paese e della solidità del nostro tessuto sociale, di quell’idea di comunità che da sempre rappresenta una grande ricchezza per Castelfiorentino”.

La Compagnia “Fuori da i’ Comune”, che dispone anche di una propria pagina facebook, desidera precisare che il ricavato dello spettacolo, come già avvenuto in passato, sarà devoluto a sostegno di alcune attività culturali di Castelfiorentino. Il testo originale della commedia è a cura di Diego Conforti in collaborazione con Valerio Desideri, che oltre ad interpretare il personaggio di Agostino Testaferrata ha curato anche la ricerca storica.

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