I cittadini vinciani deportati nei lager nazisti saranno ricordati nel 72° Anniversario della Deportazione

foto d'archivio

Tramandare la memoria affinché non prevalga l’oblio. La tragedia dell’Olocausto riguarda un passato sempre più lontano la cui esperienza diretta appartiene ormai a poche persone ancora in vita. Per questo mantenere il ricordo di quell’orrore diventa sempre più difficile col passare del tempo. Ecco perché è doveroso rinnovare ogni anno il ricordo delle vittime nei campi di sterminio nazisti con una giornata commemorativa. Venerdì 4 marzo il Comune di Vinci celebra il 72esimo Anniversario della Deportazione nel campo di sterminio di Mauthausen dei cittadini di Vinci, Spartaco Fedi, Renzo Gemignani, Gino Giacomelli, Vinicio Lorenzini, Angelo Masi, e di due giovani di Livorno, Bruno e Francesco Domenichini, avvenuta nella notte tra il 7 e l’8 marzo del 1944. Per l’occasione, il programma della giornata prevede alle ore 9:00 l’esibizione dei giovanissimi attori della Compagnia teatrale dell’Unicorno in uno spettacolo dal titolo “Il racconto di Nedo. Memorie di una deportazione”. Al termine della pièce, ci sarà un momento di confronto tra gli studenti delle scuole e il resto della cittadinanza, in cui interverranno il sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia, la dirigente dell’Istituto Comprensivo di Vinci, Roberta Beneforti, il rappresentante ANED, Vittorio Nencioni, e l’assessore alla Pubblica istruzione, Claudia Heimes. Al termine del dibattito, alle ore 11, partirà il corteo per le vie cittadine che si concluderà con la deposizione di una corona d’alloro al cippo in via Pierino da Vinci. Infine, verrà celebrata la Santa Messa da Don Renato Bellini presso il Santuario della SS. Annunziata.

Sinossi dello spettacolo “Il racconto di Nedo. Memorie di una deportazione”

Nedo non c'è più.
Per anni ha portato la sua testimonianza ovunque potesse, e ora che la sua storia è giunta al termine, la sua voce non porta più alle nuove generazoni il racconto di quell'orrore vissuto nei lager.
Tocca a noi ora portare avanti la sua missione, continuare a far udire la sua voce, rendere testimonianza. A noi che da quell'orrore siamo fortunatamente lontani; noi che non lo abbiamo vissuto, sentito sulla pelle e nel naso.
Speriamo di essere degni della sua eredità importante, di lui che all'inizio del diario che ci ha lasciato ha scritto: “Questo mio diario è rivolto a chi lo legge, perché possa distinguere ciò che è bene da ciò che è male”.
Con questo incontro, in cui le memorie di Nedo diventano perfermance teatrale, si è cercato di far rivivere la sua voce attraverso quella di tanti ragazzi che hanno adesso l'età che Nedo aveva quando è stato deportato. Ragazzi come tanti di oggi, così come Nedo era, a suo tempo, un ragazzo come tanti.
Speriamo di riuscire a continuare a trasmettere il suo messaggio. A far sì che non si dimentichi; che i bambini di oggi, gli adulti di domani, portino con sé una memoria che deve appartenere a tutta l'umanità.
Perché l'oblio rende l'uomo fragile. E dimenticare è un lusso che non ci possiamo permettere.

IL RACCONTO DI NEDO
Memorie di una deportazione
Testi e regia a cura di Fabiola Veracini
In scena i giovanissimi attori della Compagnia Teatrale Unicorno di Vinci:
Giulia Borsini, Matilde Di Prima, Bianca Ferraro, Duccio Giannini, Sara Giunti, Vittoria Greco, Sara Mattei, Lorenzo Molisse, Emma Pellitteri, Sara Pellitteri, Lucrezia Pertici
Con la partecipazione di
Elena Bellucci, Cristina Puccioni

Fonte: Comune di Vinci - ufficio stampa

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