
Con ventuno voti a favore, dieci contrari e due astensioni, il Consiglio regionale ha approvato la legge di riordino delle funzioni amministrative esercitate dalle Province su rifiuti e bonifiche dei siti inquinati, tutela della qualità dell’aria e inquinamento acustico. Per eliminare i riferimenti a competenze provinciali già trasferite, si interviene anche sulla normativa relativa al servizio idrico integrato e alla gestione integrata dei rifiuti urbani.
E’ stato il presidente della commissione Territorio ed ambiente Stefano Baccelli (Pd) ad illustrare il testo nel dettaglio. Tutte le funzioni amministrative di programmazione e pianificazione, non riservate allo Stato, per la gestione dei rifiuti, lo spandimento fanghi in agricoltura, la bonifica e la messa in sicurezza dei siti inquinati, vengono esercitate dalla Regione.
Resta in capo alle Province e alla Città metropolitana di Firenze la sola competenza all’individuazione, nell’ambito del piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp), delle zone idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti.
Passano alla Regione anche le procedure di Via (Valutazione d’impatto ambientale), il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale e quella delle attività sperimentali.
Per ragioni di contenimento della spesa regionale, è abrogato (con decorrenza 1° gennaio 2016) il contributo ambientale per il conferimento dei rifiuti urbani, e di quelli del loro trattamento, in impianti di smaltimento ubicati in ambiti territoriali ottimali diversi da quello di produzione.
L’articolato, collegato alla Legge di Stabilità 2016, rimuove inoltre il vincolo di destinazione del dieci per cento alle Province, del tributo speciale per il deposito dei rifiuti solidi in discarica (la cosiddetta ecotassa).
Per quanto riguarda l’inquinamento acustico, la legge mantiene in capo a Province e Città metropolitana di Firenze le funzioni relative alla viabilità provinciale. Se i comuni non provvedono all’approvazione dei piani di risanamento, la Regione esercita ii poteri sostitutivi, previa diffida, ed interviene, al posto della Provincia, nel caso in cui insorgano conflitti tra comuni confinanti riguardanti sulle aree di contatto. Anche le funzioni di vigilanza e controllo, relative ad ambiti territoriali ricadenti in più comuni, passano alla Regione che le esercita con l’ausilio di Arpat.
Per quanto riguarda la tutela della qualità dell’aria, la Regione assume le funzioni per il rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera e per il coordinamento dei Comuni nell’elaborazione dei Pac (Piani di azione comunale).
E’ stato Giacomo Giannarelli (M5S) ad illustrare alcuni emendamenti, firmati da tutti i consiglieri di opposizione. Ecco il testo di quello relativo agli impianti di incenerimento con recupero energetico: “Tutti i nuovi inceneritori di rifiuti non ancora realizzati o in fase di realizzazione, sono ritenuti non autorizzati dalla data di pubblicazione della legge”. Secondo Giannarelli, infatti, la nostra regione ha già un numero sufficiente di impianti ed è inderogabile la realizzazione della strategia “Rifiuti 0”.
“Una proposta che definire velleitaria è fin troppo gentile - ha osservato Stefano Baccelli (Pd) - Bloccare con un tratto di penna la realizzazione degli impianti va contro decine di normative statali, comunitarie e di altra natura. Ci sono diritti acquisiti ed interessi legittimi”. (dp/f.cio)
Fonte: Toscana Consiglio Regionale
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