Giorno del Ricordo, il dibattito sulle foibe in Comune. Forza Italia: "Intitolare una strada a Don Luigi Stefani"

Si è svolto oggi, lunedì 15 febbraio, nel consiglio comunale del Comune di Firenze il dibattito sul Giorno del Ricordo, in memoria dei caduti nelle atrocità delle Foibe. Queste le varie dichiarazioni degli esponenti dei partiti politici durante la seduta.

La vice capogruppo PD Francesca Paolieri è intervenuta:  “L’Istria e tutte le terre del confine orientale sono state teatro di violenze e atrocità fin dalla fine della prima guerra mondiale; terre che hanno vissuto la furia omicida nazista e fascista e le repressioni da parte delle popolazioni slave. Popolazioni – aggiunge Francesca Paolieri – che hanno visto nel loro territorio la presenza dell’unico lager nazista italiano (la risiera di San Sabba) e delle foibe. Per tutti questi motivi è importante commemorare il giorno del ricordo, perché la seconda guerra mondiale nella Venezia Giulia, nell’Istria e nella Dalmazia, se possibile, è stata una guerra più dura che in altre regioni".

Anche la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Arianna Xekalos, ha commentato l'evento: "Possono sembrare eventi remoti a chi vive un periodo di pace lungo come non mai, ma i giorni della memoria servono a farci riflettere che simili atrocità si stanno consumando ora in Paesi lontani e solo ieri si sono verificati alle nostre porte. La storia ci insegna che pochi purtroppo traggono insegnamenti dalla storia".

Miriam Amato del gruppo misto ha invece aggiunto: "i diversi massacri di cui la storia è piena hanno sempre una matrice in comune, quella di identificare nell’altro, il diverso e quindi di iniziare a coltivarne il sospetto, il timore, il diniego, alla fine questa idea si radicalizza e ciò che era partita come una difesa delle proprie origini si tramuta in un'assurda presunta subordinazione dell'altro".

Il capogruppo Jacopo Cellai, dopo aver ringraziato per la sua prolusione Toni Concina, ex sindaco di Orvieto, profugo dalmata, nativo di Zara, ha sottolineato come “l'intitolazione di una strada della nostra città a questo straordinario sacerdote significherebbe attualizzare la memoria della tragedia delle Foibe e dell'esodo. Una figura, quella di don Stefani, in grado di unire nella memoria tutti i fiorentini, per la sua incessante opera rivolta ai più poveri, tutti i più poveri”.

Così Francesco Torselli, capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in consiglio comunale, in occasione della celebrazione del Giorno del Ricordo: "L'Italia non sarà mai un paese normale, almeno fino a quando non avremo il coraggio di fare i conti col passato usando, per tutti gli errori e per tutti gli orrori, la stessa bilancia. Ma soprattutto l'Italia sarà un paese normale quando dagli errori del passato impareremo a trarre insegnamenti e non solo bieca retorica. Certo, ad ammettere gli errori ci vuole coraggio, molto più coraggio che non a trincerarsi dietro uno slogan; ma se vogliamo, dopo dopo settant'anni e tre o quattro generazioni, uscire finalmente dalla guerra civile italiana e consegnare una volta per tutte il Novecento ai libri di storia, è proprio il coraggio quello che serve".

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