Ex Cerpelli, azienda ancora convinta a chiudere lo stabilimento di Querceta

Nuova riunione sulla ex Cerpelli di Querceta, lo stabilimento della Finder specializzato nella costruzione di pompe per la distribuzione di olio e gas. Dopo il primo tavolo con i sindacati e l'azienda incontrata lunedì pomeriggio, oggi è stata di nuovo la volta delle organizzazioni sindacali. All'incontro era presente anche il sindaco di Seravezza Ettore Neri.

La Regione aveva chiesto all'azienda di soprassedere alla decisione di chiudere lo stabilimento, che vede impiegati trenta dipendenti, e di aprire un confronto con le organizzazioni sindacali per valutare l'utilizzo degli ammortizzatori sociali per gestire le difficoltà che attraversa il settore ed eventuali esuberi.

Per l'azienda, che ha uno stabilimento più moderno e di proprietà a Merate in provincia di Lecco (il quale conta 110 dipendenti), non ci sarebbero però le condizioni e di questo il consigliere del presidente per le politiche del lavoro, Gianfranco Simoncini, ha informato oggi i sindacati.

La Regione è disponibile ad un eventuale nuovo incontro congiunto, su richiesta delle organizzazioni sindacali. La Regione si era anche già impegnata a sostenere un'eventuale coinvolgimento del Ministero allo sviluppo economico, nel caso di esito negativo del confronto in sede locale e regionale.

All'azienda in ogni caso Simoncini aveva chiesto di utilizzare i giorni prima della nuova riunione per riflettere ancora sulla possibilità di utilizzare gli ammortizzatori anche come strumento, laddove non fosse possibile evitare la chiusura, capace di favorire la ricollocazione dei lavoratori o un diverso utilizzo dello stabilimento.

Dalla RSU Finder Pompe di Querceta

Si è svolto oggi, 10 febbraio, il secondo incontro presso l’unità di crisi della Regione Toscana alla presenza del consigliere Gianfranco Simoncini, sullo stato della vertenza Finder Pompe ex Cerpelli di Querceta, azienda di proprietà della multinazionale Dover Corporation (USA).

Simoncini ha rappresentato alla Rsu aziendale e all'organizzazione sindacale presente, l’esito dell’incontro avuto lunedì con la dirigenza Finder. L’azienda ha confermato la propria volontà di procedere con la cessazione dello stabilimento versiliese in tempi rapidi, senza cedere alle pressioni mosse dalla Regione circa l’attivazione degli ammortizzatori sociali, finalizzati al superamento della fase di crisi del Gruppo.

Come rappresentanti dei lavoratori abbiamo ribadito la necessità di individuare un percorso alternativo alla chiusura, facendo notare che nella procedura avviata sono presenti alcuni vizi di forma che potrebbero invalidarla anche in un secondo momento.

Riteniamo a questo punto necessario, prima di ricorrere all’attivazione del tavolo ministeriale, andare a verificare nell’incontro del 16 febbraio le intenzioni dell’azienda, anche a fronte del verbale sottoscritto lo scorso 2/02, in cui questa si era impegnata a valutare soluzioni alternative alla cessazione annunciata.

Resta molto teso quindi il clima aziendale fra i trenta lavoratori di Querceta, che nonostante i buoni risultati del sito dal punto di vista produttivo, si sono visti inspiegabilmente recapitare una comunicazione di cessazione di tutte le loro attività. I lavoratori, in ogni caso, sono decisi a non cedere di fronte a una prepotenza ed una scelta che non trova economicamente e produttivamente nessuna giustificazione.

Fonte: Regione Toscana

Notizie correlate



Tutte le notizie di Seravezza

<< Indietro

torna a inizio pagina