Casaggì e Forza Italia: "No al Ddl Cirinnà". Parte la campagna di volantinaggio

La destra fiorentina scende in campo contro il Ddl Cirinnà a una settimana dal successo del Family Day. Organizzati gazebo e lanciata una campagna di sensibilizzazione sul tema con una conferenza che si terrà mercoledì 17 febbraio a Casaggì.

E’ partita ieri la campagna di Casaggì e Fratelli d’Italia contro il Ddl Cirinnà. A pochi giorni dal successo del Family Day – dichiarano i dirigenti della destra fiorentina – abbiamo organizzato una serie di azioni sul territorio: gazebo informativi, volantinaggi a tappeto e iniziative di sensibilizzazione sul tema. Il prossimo appuntamento è quello di mercoledì 17 febbraio, presso Casaggì, dove dalle ore 21 si terrà una conferenza sul tema per spiegare, con l’aiuto di associazioni attive sul tema, la contrarietà al Ddl Cirinnà.

Il DDL Cirinnà – proseguono da Casaggì e FdI - è stato pensato per destrutturare la famiglia attraverso le cosiddette “unioni civili”. Lo smembramento della cellula fondamentale della società, pensato dai centri di potere globali e mondialisti, va di pari passo con l’attacco all’identità messo in atto con la teoria del gender, ovvero con la volontà di rendere il genere sessuale una scelta personale e non un fatto naturale. Il DDL Cirinnà ridefinisce il matrimonio, che diventa equiparabile ad un’unione tra persone dello stesso sesso: non più il percorso di vita di un uomo e di una donna, frutto della complementarietà sessuale e di una potenzialità generativa, ma una pratica basata sulla preferenza sessuale.

Il DDL Cirinnà, inoltre, apre le porte alla mercificazione dei bambini attraverso la pratica dell’utero in affitto: due adulti che decidono di avere un figlio, possono letteralmente fabbricarlo con utero, semi e ovuli esterni, sfruttando il corpo di altre donne all’estero e vedendosi riconosciuto quel figlio anche in Italia, in barba ad ogni razionalità del diritto.

Il DDL Cirinnà mercifica i figli, rendendoli oggetti del desiderio da fabbricare su misura; svilisce l’istituzione del matrimonio; distrugge la famiglia tradizionale e naturale; rende la procreazione e l’educazione delle opzioni acquistabili con carta di credito; delegittima il ruolo dei genitori, padre e madre, aprendo le porte alle adozioni gay e alle conseguenze che queste avrebbero sulla crescita di un bambino e sulla struttura della nostra società. Tutto questo avviene mentre, in un paese in crisi da ogni punto di vista, il governo non riesce a garantire un assegno minimo di mille euro alle famiglie con almeno 4 figli sotto la soglia minima di povertà.

Fonte: Casaggì Firenze

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