Il Mugello sotto la lente, timidi segnali di ripresa

Mugello sotto la lente. Occorrerà qualche mese per un’analisi strutturata dell’andamento del 2015 da poco concluso, ma intanto a fornire un quadro compiuto della situazione mugellana è la lettura del 2014: con primi, timidi, segnali di ripresa che si sono affacciati. Lo rileva la Relazione statistica 2015 elaborata dall’Ufficio Statistica dell’Unione montana dei Comuni del Mugello, che ha raccolto e analizzato i dati del 2014 relativi alla popolazione, alla situazione economica e lavorativa, al turismo, e ad altri indicatori sociali, restituendo una fotografia d’insieme del Mugello. La crisi si è fatta sentire in maniera pesante anche nel territorio mugellano, ma nel bilancio in chiaroscuro si percepiscono deboli segnali positivi.

In estrema sintesi, è stato un anno interlocutorio il 2014. E’ l’analisi della Relazione statistica: se la fase più cruenta della recessione iniziata nel 2008/2009 parrebbe superata e qualche segnale positivo si intravede, soprattutto nel settore dei servizi, le difficoltà che proseguono nel settore delle costruzioni, nell'agricoltura e una congiuntura non particolarmente favorevole del turismo, non hanno permesso risultati apprezzabili sul versante del mercato del lavoro mugellano e non sono riusciti ad invertire una tendenza al declino demografico che si conferma, seppure con valori modesti. Crescita economica, tenuta demografica e coesione sociale sono tre aspetti fortemente correlati fra di loro, e il venir meno per molti anni del primo elemento genera indebolimento sugli altri due. E' quindi necessario - si evidenzia nella Relazione statistica - che la ripresa si consolidi in modo da mantenere gli elevati livelli di qualità della vita e dei servizi che il Mugello ha saputo  garantire negli ultimi venti anni.

Sottolineano il presidente e l’assessore alla Programmazione socio-economica dell’Unione montana dei Comuni del Mugello, Federico Ignesti e Stefano Passiatore: “L’analisi precisa e accurata svolta dall’Ufficio Statistica restituisce una fotografia nitida della situazione del nostro territorio da un punto di vista socioeconomico, anche per riflessioni e valutazioni sulla sua valorizzazione e sul suo sviluppo. La crisi ha colpito duro e ha colpito duro anche in Mugello, ma nel 2014 primi timidi, timidissimi, segnali di ripresa si sono intravisti - sottolineano -. Ci sono luci e ombre, e persistono condizioni di difficoltà sia congiunturali che strutturali, ma qualche segnale positivo si è riscontrato. La relazione statistica è un lavoro prezioso e utile per gli amministratori pubblici ma anche per i soggetti e per le realtà economiche e produttive, sindacati e associazioni di categoria per spingere tutti insieme il Mugello, che ha le carte da giocare per crescere e migliorare - affermano -. L’analisi che faremo sui dati del 2015, da poco archiviato, dirà più compiutamente se i segnali positivi si confermano”.

 

Sotto la lente:

La crescita demografica, assai significativa tranne nell'Alto Mugello, negli ultimi vent'anni (+27%) ha portato la popolazione mugellana a sfiorare le 65 mila unità ma dal 2013 si sono segnati saldi negativi: -541 nel 2013 e -96 nel 2014. E anche il 2015 - sebbene i dati siano ancora provvisori - conferma questo trend, con una perdita stimata di altre 300 unità circa.Sono i 3 comuni di Barberino, Borgo San Lorenzo e Scarperia e San Piero ad accogliere quasi i 2/3 della popolazione residente mugellana (64%).

E’ ancora segno meno per i cittadini non italiani: ora circa 6.000, che rappresentano il 9,3% del totale della popolazione. Ben oltre la metà sono di nazionalità albanese (35%) e rumena (28%).

Anche la popolazione scolastica dopo anni di continua crescita è in lieve calo, mentre la fetta di studenti di nazionalità non italiana ha toccato il dato più alto, il 13,9%, nell’anno scolastico 2014/15. Quasi la metà (49%) degli studenti che frequentano le scuole mugellane gravita negli istituti di Borgo San Lorenzo, soprattutto perché sede dei due istituti superiori.

Dal punto di vista produttivo, al 31/12/2014 risultano attive in Mugello n. 5.460 sedi d'impresa (il 5,9% del totale provinciale) di cui il 22,1% nel settore delle costruzioni, il 21,1% nel commercioe il 18% nell'agricoltura, settore in cui sono presenti moltissime microimprese.Seguono le attività manifatturiere (12,5%), gli alberghi e ristoranti (6,5%) e le attività immobiliari (4,5%). Nel periodo 2010-2014 le imprese attive del Mugello sono diminuite di 134 unità (con unariduzione di 64 tra 2014 e 2013, di 81 fra il 2013 e il 2012, a fronte di un aumento di 15 tra 2011 e 2012 e una diminuzione di 4 nel 2011. Calo per l’agricoltura (-3,3% tra 2010 e 2014), la manifattura (-3,4%) e soprattutto le costruzioni (-9% ), con una piccola crescita delle attività manifatturiere però proprio nel 2014. Segnali positivi invece si registrano in quasi tutti i comparti dei servizi.

Il valore aggiunto del Mugello (che approssima il prodotto interno lordo) per il 2014 (ultimo dato disponibile) vede un complesso di 1,233 miliardi di euro, con una crescita dello 0,5% rispetto al 2013 (crescita che si riduce ulteriormente allo 0,13% se si sconta il tasso di inflazione registrato nell'anno), mentre il valore aggiunto pro-capite è pari a circa 20 mila euro di prodotti e servizi per abitante (contro 26 mila della Toscana e gli oltre 31 della provincia di Firenze). In generale, gli ultimi 4 anni non hanno visto crescite significative della produzione sul territorio del Mugello, ma neanche ulteriori tracolli se si eccettua il “rimbalzo” del 2012.

Anche l’analisi disaggregata del valore aggiunto in macrosettori mostra ancora per il 2014 il perdurare della crisi del settore storicamente più forte nel Mugello, le costruzioni (-4,63%). Contrazione anche per quello agricolo (-0,49%), dopo che la ripresa del 2013 aveva fatto sperare ad una definitiva inversione di tendenza a valle di molti anni negativi. L'industria in senso stretto invece ha avuto una crescita, seppur modesta (+0,23%), ma che ha permesso di confermare segnali più positivi già emersi nel corso del 2013. Stazionari i servizi non market (servizi pubblici, scuola, sanità, pubblica amministrazione, ecc.) mentre i servizi rivolti al mercato hanno presentato una crescita dell'1%. Un settore, quest’ultimo, che in passato era il più debole ma che ha nel corso del tempo aumentato il suo peso nell'economia locale (ora pari al 45%) e si è dimostrato l'unico in grado di "tenere" in questi anni di recessione (grazieall’Outlet di Barberino).

Nel complesso, se presa a se stante la performance economica del Mugello nel 2014 non è stata entusiasmante, mentre più lusinghiera appare se confrontata con l'andamento provinciale e regionale (laprovincia di Firenze ha avuto una crescita lievemente superiore mentre la Toscana è risultata sostanzialmente stazionaria). La dimensione dell’economia mugellana nel 2014 rappresenta circa il 4% di quella provinciale e l’1,3% a livello regionale, con il settore agricolo al 13% della produzione provinciale e le costruzioni oltre il 9%.

Fonte: Ufficio Stampa

Tutte le notizie di Mugello

<< Indietro
torna a inizio pagina