
I carabinieri della stazione di Monteriggioni, chiamati ad intervenire per una lite tra vicini di casa, hanno recuperato un veicolo risultato provento di furto alcuni mesi fa. La vicenda ha inizio attorno alle ore 18 di ieri, quando i militari dell’Arma hanno ricevuto la richiesta di intervento a causa di una lite tra vicini di casa che poco a poco è degenerata in insulti e minacce. S.G. classe 1967, al culmine della lite con il vicino di casa, decide di chiamare i carabinieri e richiederne l’intervento. Sembra infatti che il vicino di casa non rispetti i confini dei limitrofi terreni.
Giunti sul posto, i militari dell’Arma hanno quindi riportato la calma tra i due ed hanno quindi proceduto a generalizzare i due litiganti. Nel recuperare il proprio documento, S.G. ha fatto accedere i carabinieri all’interno del proprio garage. Una volta all’interno, i militari hanno constatato la presenza di numerosi oggetti accumulati in ogni sotto alcuni teli ed hanno quindi chiesto al proprietario di cosa si trattasse. Con imbarazzo, l’uomo ha spiegato ai militari di aver recuperato tali oggetti per strada e di sconoscerne la provenienza. Tra le varie cose accantonate ( mobili, oggettistica ed altro) i carabinieri hanno subito individuato una moto da enduro in ottime condizioni che sembrava quasi nuova. Alla richiesta sull’origine del veicolo, S.G. ha spiegato di aver trovato il veicolo alcuni mesi prima e di averlo portato in casa per sistemarlo e regalarlo al nipote. I carabinieri però hanno contestato all’uomo che, per il rinvenimento di veicoli, è necessario richiedere l’intervento delle FF.OO perché è necessario accertarne la provenienza.
Proprio inserendo il numero di telaio del mezzo della banca dati, i carabinieri hanno scoperto che il veicolo risultava essere stato rubato nel mese di luglio 2015 a Sovicille. Atteso ciò, i carabinieri hanno sottoposto a sequestro il mezzo contattando il legittimo proprietario informandolo del ritrovamento. Per S.G. è scattata la denuncia a piede libero per ricettazione. I militari dell’Arma stanno eseguendo ulteriori verifiche anche sugli altri oggetti presenti nel garage, non potendo escludere che si tratti di materiale provento di furto.
Altro episodio ha riguardato un cittadino di origine marocchina di 32 anni, M.M. che, dopo essersi ubriacato in un bar di Castellina in Chinati, ha dato in escandescenza imprecando e minacciando la titolare del bar e rovesciando al suolo, rompendoli, diversi suppellettili ed arredi del locale. Intervenuti sul posto, i militari della Benemerita hanno condotto l’uomo presso la caserma dove, dopo alcune ore, smaltita la “sbronza” ha chiesto il perché fosse stato condotto in caserma, non ricordando nulla di quanto fatto. Per la condotta avuta all’interno del bar e per i danni causati, il marocchino è stato denunciato per ubriachezza molesta, minacce e danneggiamento.
I militari di Chiusdino hanno invece denunciato un cittadino 50enne albanese, K.S. il quale, sottoposto a controllo, si è prima rifiutato di fornire le proprie generalità e poi ne ha fornite alcune risultate completamente false.
Solo dopo essere stato condotto in caserma per ulteriori accertamenti, l’uomo si è deciso a fornire i propri dati. I controlli eseguiti sull’albanese hanno permesso di comprendere come l’uomo fosse un pluripregiudicato residente nel nord-est, la cui presenza a Chiusdino, al momento, non è giustificabile. I militari dell’Arma stanno eseguendo ulteriori ed approfonditi accertamenti per comprendere da chi fosse andato l’uomo e le motivazioni della visita. Nelle ultime settimane, infatti, nel piccolo centro della val di Merse, i militari dell’Arma hanno arrestato altri due albanesi pregiudicati, che avevano trovato ospitalità da un connazionale del posto. I carabinieri non escludono che la presenza degli stranieri arrestati e dell’uomo denunciato ieri, sia riconducibile ad un sodalizio criminale il cui scopo è quello di commettere reati contro il patrimonio.
Fonte: Carabinieri Poggibonsi
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