
Oggi, lunedì 1 febbraio, con 'Toscani in giro' ci spostiamo nella fredda Svezia dove vive Alessandro Stigliano, un giovane empolese che dopo aver lavorato come cameriere in alcuni ristoranti e discoteche della città, ha deciso di lasciare il 'Bel Paese' per inseguire il suo sogno di regista. E a giudicare da quello che ci ha raccontato sembra proprio che il suo desiderio sia stato esaudito. Avevamo già parlato di lui a novembre 2013 (ancora 'Toscani in Giro' non c'era), ma a distanza di oltre due anni abbiamo pensato di andare a vedere come vanno le cose.
Nome e Cognome: Alessandro Stigliano
Anni: 24
Cresciuto a: Nato e cresciuto a Empoli
Studi: Liceo Scientifico il Pontormo e 2 anni e mezzo di Giurisprudenza a Firenze (10 esami).
Residenza e professione: Abito a Malmö, in Svezia. Frequento una scuola di produzione cinematografica e sono al secondo ed ultimo anno. In questo momento sono nella fase di pre-produzione di “Ä.T.” un cortometraggio fantascientifico/drammatico di 10 minuti circa, del quale sono regista e sceneggiatore e che avrà la sua anteprima a Malmö a giugno 2016.
Lavoro in Italia: In Italia lavoravo come cameriere in varie discoteche e ristoranti ad Empoli e dintorni.
Prima esperienza all'estero: Mi sono trasferito a Göteborg (Svezia) nel Novembre del 2012 ed ho iniziato quasi subito a lavorare come tecnico degli impianti di ventilazione con contratto a tempo indeterminato per poi lasciare il lavoro nel Giugno del 2014, dopo aver saputo di aver passato le selezioni per la scuola di produzione cinematografica.
Perché ha deciso di andare all'estero?
Perché dopo aver abbandonato gli studi di giurisprudenza sentivo che l'unica cosa che mi andava di fare era fare film e dato che l'ambiente cinematografico italiano purtroppo non era (e non è) assolutamente dei migliori, decisi di trasferirmi in Svezia, paese nativo di mia madre (sono infatti di madrelingua svedese ed ho la doppia cittadinanza da quando sono nato).
Quali sono le principali differenze fra il mondo del lavoro italiano e quello estero?
Direi che la principale differenza, almeno per quanto riguarda la Svezia, è che qui esistono i cosiddetti diritti dei lavoratori. In Italia, almeno “ai miei tempi”, erano a mio parere quasi assenti. Il motivo principale di questa differenza risiede a mio parere nel rapporto che i cittadini hanno avuto nel corso degli anni nei confronti del pagamento delle tasse. Qui in Svezia infatti le tasse sono sempre state viste come qualcosa di positivo mentre in Italia hanno sempre avuto un accezione piú o meno negativa.
La vita e il lavoro all'estero sono diversi dall'idea che ti eri fatta prima di partire?
Sia la vita che il lavoro sono meglio di quello che pensavo.
Cosa ti manca dell'Italia?
La famiglia, gli amici e gli italiani.
Torneresti a lavorare in Italia?
Solo per girare film.
Maria Vittoria Minisgallo
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