
"L’associazione Blu Lab, che si prefissa di dare nuova linfa ad un centrodestra spento partendo dai giovani, aderirà al family day di sabato 30 gennaio. Le ragioni sono puramente laiche e liberali. Il Governo e il Partito Democratico stanno forzando la mano per approvare il ddl Cirinnà, e come se non bastasse in Parlamento sono in discussione altre due leggi: il ddl Fedeli sull’insegnamento della teoria gender nelle scuole e il ddl Scalfarotto che prevede addirittura il carcere per “omofobia”: peccato che anche chi semplicemente si dichiari scettico su un tema delicato come le adozioni possa essere tacciato di omofobia, secondo quel disegno di legge.
Il Partito Democratico e il Governo inoltre hanno scelto deliberatamente di ignorare la piazza che il 20 giugno scorso alzò la voce contro tale provvedimento e di ignorare anche alcuni propri parlamentari: per approvare il ddl Cirinnà, quasi sicuramente si ricorrerà anche ai voti favorevoli del Movimento 5 Stelle, ormai sempre più vicino alle posizioni della sinistra estrema, per sopperire ai contrari nel Pd.
Il ddl Cirinnà non ha l’obiettivo di migliorare le giuste e sacrosante tutele giuridiche individuali di tutte le persone, ma di concepire un simil-matrimonio, tanto è vero che richiama gli stessi articoli del codice civile che regolamentano il matrimonio. Inoltre, lo stesso ddl prevede la stepchild adoption, ovvero la possibilità di adottare il figlio biologico del partner. Il rischio è evidente: una possibilità del genere spalanca le porte alla pratica dell’utero in affitto. In questa ottica, un bambino diventa un prodotto da acquistare su ordinazione. A causa di questa pratica barbara, molte donne hanno perso la vita e altre vengono costrette all’aborto quando il figlio non corrisponde ai desideri dei genitori-compratori. Permettere ad una coppia dello stesso sesso di veder riconosciuto in Italia come proprio figlio il bambino compravenduto all’estero tramite il ricorso a questa pratica incivile, spalanca le porte ad una successiva legalizzazione totale delle adozioni gay per via giurisprudenziale, facendo leva sulla necessaria parificazione tra le coppie in nome del principio di non discriminazione. Fermo e restando che siamo favorevoli ai diritti individuali per tutte le persone, non possiamo essere a favore di questo ddl: crediamo fermamente che ogni bambino abbia il sacrosanto diritto di crescere con un padre e una madre. Va difeso questo suo diritto e non quello di una coppia che egoisticamente vorrebbe comprarselo sottraendogli arbitrariamente quella ricchezza che si può ricevere solamente maturando in un rapporto di complementarietà e di differenza di ruoli che la natura ha indicato in una famiglia costituita da una mamma e un papà, due figure fondamentali per lo sviluppo della sua crescita e della sua identità personale.
Perché laicamente dei liberali dovrebbero difendere la famiglia insieme a tante associazioni cattoliche ed esponenti di varie fedi religiose? Più o meno per lo stesso motivo per cui, insieme alla Costituzione italiana, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo citava espressamente la famiglia. Per quale motivo? Perché famiglia in quanto prima «società naturale» infatti era l’unico argine al lavaggio dei cervelli operato dalle dittature, dalla pretesa di dominio totale e ideologica che il nazismo aveva dimostrato essere attuabile. Oggi, come allora, la famiglia rappresenta ancora questo argine: stavolta contro il pensiero unico.
Da buoni liberali conosciamo e apprezziamo il valore della sussidiarietà, intesa come limite all’espansione incontrastata dello Stato nelle nostre vite: anche per questo il 30 gennaio saremo in piazza. Sarà anche l’occasione per mostrare che esiste ancora la possibilità di un centrodestra fatto di giovani appassionati di politica e in grado di parlare una lingua propria, diversa da quella di Renzi".
Associazione Blu Lab
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