Giornata della Memoria, ecco il convegno della Fondazione Devoto


“Aprirsi alle scuole per portare avanti un progetto di memoria viva e chiedere alle istituzioni di far parte del Polo della Memoria, il progetto del Comune di Firenze che ospiterà il memoriale italiano di Auschwitz nella sede dell’Ex 3 a Gavinana”. Sono stati questi alcuni punti centrali emersi durante l’incontro “Il Futuro del Passato. Memoria, legami fragili e nuova cittadinanza”  organizzato sabato 23 gennaio dalla Fondazione Istituto Andrea Devoto a Firenze che ha come obiettivo quello di portare avanti il lavoro di Andrea Devoto, lo psicologo e psichiatra fiorentino scomparso nel 1994, uno dei primi studiosi ad interessarsi ai temi della deportazione e dello sterminio nei campi nazisti, costituendo un importante archivio e studiando le conseguenze psicologiche e l’esclusione sociale dei sopravvissuti. Un evento che ha aperto le celebrazioni della “Giornata delle Memoria” che avrà il suo culmine il prossimo 27 gennaio, celebrata ogni anno nel ricordo dell’olocausto e della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. Sono intervenuti tra gli altri, Giovanna Le Divelec, vedova di Andrea Devoto e fondatrice della Fondazione, il vicesindaco del Comune di Firenze Cristina Giachi, Sandra Gallerini consigliere nazionale della Scuola Italiana Sociologia della Salute e Andrea Bigalli coordinatore regionale dell’Associazione Libera e Consigliere amministrazione della Fondazione Devoto. “E’ stata una occasione per riflettere su quello che noi chiamiamo memoria viva – ha spiegato Giovanna Le Divelec – perché il nostro intento è quello di attualizzarla e trasmetterla nelle coscienze delle nuove generazioni. Il rischio di dimenticare è troppo alto, e il pericolo di nuove forme di oppressione è sempre presente come purtroppo l’attualità ci conferma ogni giorno. La memoria è uno strumento potente sia nell’individuo che nella collettività per impedire il ripetersi di orrori come le deportazioni e i campi di sterminio, è  proprio questo è uno dei punti focali di attività della nostra Fondazione”. “La storia è fatta di storie individuali e la memoria è anche dolore – ha detto nel suo intervento Andrea Bigalli – ed è proprio dalle storie che sono un potenziale di conoscenza incredibile che possiamo capire chi sono i carnefici e chi le vittime, e dirlo alle nuove generazioni. Infatti il dato allarmante – ha proseguito Bigalli – è che secondo uno studio dell’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), il 47% degli italiani si informa male o non si informa affatto seguendo soltanto una capacità di analisi elementare. Si chiama analfabetismo funzionale ed è veramente un fenomeno da combattere per riattivare la memoria per capire il passato e costruire un futuro senza genocidi”.

Info: Fondazione Istituto Andrea Devoto, tel. 3346836809, e-mail: info@fondazioneandreadevoto.it, sito web: www.fondazioneandreadevoto.it

 

Fonte: Ufficio Stampa

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