Coldiretti: "Agricoltura 2.0? Ancora oggi un terzo delle famiglie è senza accesso ad internet"

In inglese si chiama “digital divide”. In italiano possiamo tradurlo liberamente con “ritardo informatico”. Di fatto tutto ciò significa che ancora oggi un 1/3 delle famiglie italiane è senza accesso ad internet, e la situazione ovviamente diventa sempre più grave allontanandosi dalle città verso le campagne.

Su questo ritardo, che ovviamente rappresenta un problema importante anche nelle aree rurali aretine, interviene con forza il presidente di Coldiretti Toscana e Arezzo, Tulio Marcelli: “Esiste purtroppo un pesante divario tra città e campagna, dove le nuove tecnologie sono invece uno strumento indispensabile per far esplodere le enormi risorse che il territorio può offrire e quindi occorre superare rapidamente questo grave problema nell’ottica di una agricoltura sempre più 2.0.La diffusione delle ICT – continua Marcelli - gioca un ruolo determinante per la competitività del settore agricolo, agroalimentare e forestale offrendo strumenti capaci di frenare l’esodo verso aree urbane, favorire la diversificazione dell’economia rurale con servizi indispensabili per far crescere il tessuto economico e produttivo locale, favorire un maggiore sviluppo del turismo”.

Nel territorio di Arezzo abbiamo realtà agricole ad alto livello di informatizzazione, come nel caso di Giada Poggini, giovane titolare dell'agriturismo Le Ceregne e vincitrice dell'Oscar Green Toscana 2013: “Non vivo la tradizione come un momento nostalgico del nostro passato – afferma l’imprenditrice -  e la modernizzazione come una perdita dei valori, ma uso la buona tecnologia per migliorare la qualità della mia vita e la tradizione per ricordarmi da dove vengo”.

La Poggini, con questo spirito, ha dato vita al suo agriturismo 2.0, combinando innovazione e tradizione: “Teniamo insieme – spiega Poggini - pannelli solari fotovoltaici e agricoltura biologica, Ipad e galline allevate all'aperto, irrigazione   con riciclo delle acque piovane e verdura fresca dell'orto, risparmio energetico e raccolta dei frutti spontanei, wifi e cibo sano”.

La tendenza verso l’innovazione tecnologica è comunque in netto miglioramento: secondo i dati Coldiretti, negli ultimi cinque anni si sono ridotte del 12,8% le famiglie che non sono connesse. “Permangono comunque, nelle nostre campagne  - spiega il direttore di Coldiretti Arezzo, Mario Rossi - aree di grande criticità a livello territoriale, soprattutto nei Comuni rurali con meno di duemila abitanti, dove circa il 40% delle famiglie non ha internet: è evidente a questo punto l’importanza di estendere la banda larga e le nuove tecnologie in campagna, anche a sostegno delle imprese e dei cittadini che, in misura crescente, scelgono di vivere lontano dalle città”.

“Per di più noi di Coldiretti Arezzo – conclude Rossi -  ci stiamo impegnando sempre più sul fronte del web e della comunicazione virtualee abbiamo già organizzato n. 3 corsi sul web marketing strutturati per fornire una visione pratica della materia, fornendo agli imprenditori agricoli le conoscenze per essere operativi nella pianificazione autonoma di strategie di web marketing agroalimentare e turistico, fondamentali per lavorare con successo nel settore della promozione turistica online e rendere maggiormente proficui i rapporti commerciali. Per questo il cosiddetto digital divide deve essere superato rapidamente, anche per poter assecondare il grande interesse dei giovani agricoltori aretini verso le nuove tecnologie, che servono a rendere le loro imprese sempre più competitive sui mercati nazionali e internazionalie incentivare la diffusione e l'utilizzo delle ICT nell’ottica di favorire lo sviluppo economico e sociale delle aree rurali”.

Fonte: Coldiretti Arezzo

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