Con la fase invernale più vivace ormai alle nostre spalle, torna impenitente sulla scena mediterranea, l'anticiclone con le sue due più note connotazioni; quella afro-mediterranea e che in seconda istanza muterà verso un contesto oceanico-azzoriano. Ovviamente anche invertendo l'ordine dei fattori il risultato non cambia, tenendo a bada non solo le depressioni nord-atlantiche, ma anche il freddo artico, arroccato sulla Russia Occidentale e ben distante dalle nostre latitudini.
Scendiamo nel dettaglio previsionale, con la Toscana già da domenica, invasa da una moderata risalita sub-tropicale, indotta da un piccolo nucleo barico in approfondimento sulla penisola Iberica. Giornate quindi miti per il periodo, e trattandosi di un anticiclone con un alto carico di umidità nei suoi " serbatoi ", ci ritroveremo con cieli spesso lattiginosi, mai del tutto sereni; non escludendo poi a partire da lunedì, un primo ritorno delle foschie nelle zone interne della regione.
Situazione che a metà della prossima settimana, vedrà inoculare nel contesto anticiclonico, quella piccola bolla depressionaria, responsabile della risalita africana dei giorni precedenti, rendendo il tempo leggermente instabile sulle zone nord-occidentali della Toscana ed apportando blande e debolissime precipitazioni sparse, sempre in un contesto mite e leggermente superiore alle medie del periodo.
Un quadro d'insieme che vedrà l'anticiclone ricompattarsi, preludendo ad una espansione della componente oceanico-azzorriana a partire da venerdì prossimo, ragion per cui, da nord-ovest, il flusso zonale nord-atlantico, inizierà a spingere verso sud, levigando il bordo orientale dell'anticiclone, e preludendo forse ad un primo inserimento instabile a fine step previsionale.
Ed è proprio al confine con il lungo termine, che i modelli paventano un progressivo cedimento dell'alta pressione, stavolta oberata da due componenti opposte ma in questo caso concause parallele; il flusso zonale atlantico, ed una depressione artico-scandinava, compattata sulla Finlandia, pronta eventualmente a scendere verso sud. Vista la distanza dall'evento evitiamo facili entusiasmi, fermandoci solo alla menzione del possibile sblocco barico.
Dopo una settimana decisamente dinamica, si torna alla noiosa routine meteorologia già ampiamente sperimentata nel mese di dicembre, ed è ormai del tutto acclarato, che gennaio si concluderà in un contesto anticiclonico, piuttosto mite, lontano dai canoni stagionali. Davanti a noi resta l'ultimo mese della stagione meteorologica; quel febbraio che i nostri nonni hanno sempre apostrofato " Corto " e " maledetto " per via del freddo e del maltempo in quei tempi imperante...
Vedremo e come sempre aggiorneremo!
Baldacci Gordon










