La Manif Pour Tous: "L'altarino gender in biblioteca è propaganda ideologica a spese della colletività"

Con grande sgomento apprendiamo che, da circa una settimana, nella biblioteca pubblica di Empoli è stato allestito una sorta di altarino "intitolato" alla cosiddetta Teoria del Gender (foto allegata). Libri, pubblicazioni di vario formato, soprattutto striscioni e manifesti, ci regalano un ottimo esempio di che cosa sia la propaganda ideologica.

La cosa che colpisce è l'uso improprio, per certi versi arrogante, che l'amministrazione comunale continua a fare della cosa pubblica, che per sua stessa definizione appartiene a tutti, anche a coloro che sono portatori di diversi punti di vista.

Sia chiaro: il problema non riguarda la presenza, in una biblioteca comunale, di un certo tipo di volumi. Anzi, riteniamo che tra i suoi compiti istituzionali ci sia anche quello di fornire gli strumenti necessari per misurarsi con il presente, proprio a partire dai suoi fronti più caldi e controversi. Tuttavia, l'Amministrazione dovrebbe spiegarci quale sia l'esatta funzione dei cuoricini, degli striscioni e dei volantini inneggianti all'amore omosessuale in relazione alla missione specifica della biblioteca.

Così come dovrebbe spiegare come mai, sempre in questa logica, accanto ai volumi di Michela Marzano, Silvia Arena o Mattia Cesari non siano stati posti, magari con la stessa evidenza, libri e pubblicazioni che diano conto di posizioni opposte. In particolare, le opere degli autori più autorevoli, come Gandolfini, Colapinto, Amato, Marchesini, Carbone e altri.

Si ricorderà come solo le peggiori dittature abbiano imposto i libri da leggere, in genere nascondendo o bruciando tutti gli altri. E risulta veramente assurdo che chi chiede diritti vada, allo stesso tempo, a toglierne di così fondamentali, come il diritto a una corretta informazione. È dunque venuta meno la democrazia? Sembra di sì, perché qualcuno sembra avere più diritti di altri.

Pertanto si ritiene doveroso l'intervento rapido del Comune non solo per dare pubbliche spiegazioni di quanto emerso ma soprattutto per apportare le doverose correzioni. Sarebbe, infine, opportuno - e stavolta di pubblico interesse - conoscere come vengano spesi i denari della collettività per l'acquisto di libri e sapere se nella biblioteca comunale siano presenti anche i libri che riportano tesi contrarie alle teorie gender.

È importante, soprattutto nel momento in cui l'Italia dibatte sulle unioni civili, che si diano segni di democrazia e rispetto di tutte le voci. Che si usi la cosa pubblica come strumento per aiutare la collettività tutta e non per fare propaganda ideologica. Che si smetta di trattare il settore pubblico come una proprietà privata. I diritti non vanno solo chiesti ma anche e soprattutto rispettati.

La Manif Pour Tous Empoli

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