
Seba, la partita di Roseto ti ha reso l’idolo del Pala de Andre’, con due schiacciate memorabili. Raccontaci il tuo punto di vista
“In realtà il primo ad essere sorpreso sono stato io. Sono sceso in campo con la mentalità di sempre, per dimostrare che sono in grado di dare il mio contributo anche se gioco pochi minuti ed è venuto tutto naturale. Ho cercato di mettere energia ed intensità, e quando ho visto le occasione per prendere un iniziativa senza forzare, come richiede il coach, mi sono buttato. Ed è andata bene..."
Non potevi scegliere modo migliore per realizzare il tuo primo canestro in A2.
“Esatto, avevo anche voglia di togliermi quella soddisfazione che un fallo di forte mi aveva negato al termine della partita contro Recanati, quando segnai ma solo dalla lunetta dei tiri liberi. La seconda schiacciata è stata la conseguenza della prima, mi sono fatto trasportare dal momento ed ho realizzato un numero impensabile, tanto che alla fine della partita ho passato quasi due ore a riguardare il video per convincermi che fosse tutto vero…! Deve avere pensato la stessa cosa anche quella parte della nostra tifoseria che per giorni mi ha fatto i complimenti o che mi ha chiesto che avessi mangiato prima della partita...”
Nel cuore dei tifosi ci sei effettivamente entrato!
Ho sempre cercato di dare una buona immagine di me e sono felice del loro supporto. Sono perfettamente consapevole di quale sia il mio ruolo all’interno della squadra, ma ci tengo a dare il meglio di me per essere la migliore risorsa possibile per lo staff tecnico e per i miei compagni. Voglio dare il massimo anche se gioco 5 minuti ogni tre partite e sono contento che i nostri tifosi lo abbiano apprezzato".
In estate hai fatto una scelta coraggiosa, decidendo di metterti alla prova ad un livello più alto dopo due stagioni in serie B.
“Ho cominciato a pensare a questa opportunità durante l’anno scorso, parlando con alcuni amici che giocavano già in serie A2. Di seguito mi sono confrontato con il procuratore e con i miei genitori per capire se potessimo dare seguito a questa possibilità, trovando il loro incoraggiamento .Così è nata l’idea di sostenere un provino a Ravenna, che è sfociato nella chiamata del coach Antimo Martino per entrare a far parte di questo roster. Ho colto al volo questa chance , cercando di farmi trovare sempre pronto senza dimenticare che sono qui per guadagnarmi ogni singolo minuto di campo, senza avere nulla di garantito.
Anche per questo motivo non mi pongo limiti: il coach e lo staff sanno che vorrei ottenere un altro anno a Ravenna perché qui mi trovo alla grande con tutte le componenti del Club e vorrei proseguire questa avventura .Se questo pensiero diventerà realtà sarò felicissimo; altrimenti sarò comunque grato al Basket Ravenna per avermi permesso di giocare in serie A2 e di avermi fatto vivere questa avventura.”
Com’è nato il tuo rapporto con il basket?
“Ho iniziato a giocare a sei anni, scegliendo la pallacanestro ed il nuoto. Dopo tre anni ho smesso di andare in piscina ed ho proseguito solamente con il basket, trasferendomi da Montespertoli ad Empoli, dove ho completato la trafila del settore giovanile salvo l’ultimo anno, in cui ho giocato alla Mens Sana Siena”.
Come sei approdato ad un settore giovanile così importante?
“Ho ricevuto la chiamata della Mens Sana dopo una buona stagione nel campionato under 19 d’Eccellenza con Empoli e, in accordo con i miei genitori , ho deciso di accettare di giocare in doppio tesseramento nonostante si trattasse dell’ultimo anno di scuola superiore. Sono stati mesi davvero intensi, nei quali mi sono diviso tra la C1con Empoli, l’Under 19 con Siena e la scuola , ma che alla fine dell’anno mi hanno regalato grandi soddisfazioni , perché siamo riusciti ad arrivare in fondo a ciascun impegno. Siamo arrivati alla finale per la promozione in serie B , ho superato senza patemi la maturità , e con al Mens sana ci siamo classificati fino al terzo posto alle finali Nazionali Under 19 di Udine , eliminati dalla Virtus Bologna che ha poi vinto lo Scudetto. Proprio a Udine incontrai per la prima volta Marco Salari, allora a Casalpusterlengo, e coach Antimo Martino , allenatore di una Virtus Roma che schierava anche Matteo Tambone.”
A chi senti di dover rivolgere un ringraziamento particolare per la tua crescita?
“Volendo fare un nome prima di tutti , dico Daniele Quilici , oggi allenatore del Don Bosco Livorno in serie B, ma in precedenza allenatore Use Empoli .Devo però citare tutti gli allenatori che ho avuto , ovvero Francesco Mazzoni ,Marco Mosi , Michele Catalani, Fausto Cipriani e Umberto Fanciullo , perché ognuno di loro mi ha aiutato a migliorare e a crescere. Vorrei ringraziare anche Antimo Martino e lo staff di questo Club , che mi sta permettendo di crescere umanamente, caratterialmente , e dal punto di vista tecnico/tattico. anche i miei genitori e la mia famiglia sono stati molto importanti in questi anni , facendomi sentire il loro sostegno insieme a mio fratello ed ai miei nonni , sin dai tornei Under 13 : è una fortuna avere una famiglia che mi sta dietro in tutto e per tutto.”
È il tuo secondo anno lontano da casa, come ti trovi?
“Molto bene, sono stato fortunato ad approdare in società sane ed in città accoglienti, Vivere lontano da casa non è sempre facile perché i rapporti con le famiglie e gli amici finiscono per cambiare ed è necessario entrare nell’ordine di idee di conoscere sempre persone nuove ;in definitiva si tratta di un tipo di esperienza stimolante e che rifarei sempre.”
La serie A2 risponde alle tue aspettative?
“Da appassionato di basket ho sempre cercato di vedere quante più partite possibili , quindi sapevo di andare incontro ad un livello alto, soprattutto dal punto di vista fisico :per questo ho cercato di lavorare sia sulla velocità sia sulla forza sin dall’estate , cercando di farmi trovare pronto al salto di qualità richiesto da questo tipo di impegno.”
Fuori dal campo, chi è Sebastiano?
“Anche se può non sembrare , sono un ragazzo molto timido, sorridente, a cui piace molto mangiare e passare il tempo con gli amici e familiari. Studio scienze motorie e conto di restare nell’ambiente una volta che avrò smesso di giocare, spero il più tardi possibile;”
LA SCHEDA
Nato a Empoli il 4 Gennaio 1994, Sebastiano Manetti è un ala di 200cm. Dopo essere cresciuto nel settore giovanile dell’USE Empoli, nel 2012/13 si è diviso in doppio tesseramento tra la Pall. Empoli (C1) e la Mens Sana Siena, con cui ha partecipato alle Finali Nazionali Under 19. Nel 2013/14 è rientrato all’Use Empoli, partecipando al primo campionato di serie B della sua giovane carriera .Lo scorso anno si è trasferito alla stella azzurra Viterbo, per poi salire di categoria in estate scegliendo Ravenna
Fonte: Ufficio Stampa
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