
Venerdì 15 settembre 2015 è stata consegnata al Comune di Lastra a Signa una petizione popolare, cioè una raccolta di firme di abitanti di Via della Forra e non solo, attraverso la quale i cittadini chiedevano all’Amministrazione Comunale di sistemare la copertura stradale perché sconnessa, il sigillo delle aperture delle pietre della pavimentazione perché pericoloso, di sistemare le bocche di adduzione alla pubblica fognatura perché intasate e di ovviare alla violazione delle norme del codice della strada.
Nello specifico i cittadini chiedevano che fosse apposto il cartello di divieto di sosta su ambo i lati 24 ore su 24 e che fosse completata la segnaletica orizzontale su Via Livornese, consistente nell’apposizione della striscia longitudinale continua parallela a quella discontinua nella mezzeria stradale.
Infine chiedevano alla polizia municipale di esplicare attività di vigilanza perché il traffico in tale strada in teoria è riservato ai residenti, ma in pratica Via della Forra è utilizzata come by-pass, con ulteriore infrazione per la svolta a sinistra tra Via Lungarno Buozzi e Via Livornese.
Via della Forra è una piccola strada di neanche 4 metri di larghezza, a Ponte a Signa, senza marciapiedi. Una piccola strada ma non per questo meno importante di altre del territorio comunale.
Ebbene, visto che l’amministrazione comunale, trascorrendo il tempo nulla faceva, ho presentato una mozione nel consiglio comunale dello scorso 29 dicembre, con la quale impegnavo la giunta e il sindaco a soddisfare le semplici richieste dei cittadini. IL capogruppo del Pd, il consigliere Caporaso, è stato l’unico ad intervenire ma soltanto per dire che la mozione non è lo strumento giusto per affrontare la questione. Nessun altro ha speso una parola sulla legittima richiesta dei cittadini. La mia mozione è stata bocciata, senza se e senza ma, nell’indifferenza generale. La mozione è uno strumento attraverso il quale si impegnano sindaco e giunta ad ottemperare ad un problema. Probabilmente il consigliere Caporaso si è confuso; dovrebbe rileggere il regolamento del consiglio comunale prima di liquidare una questione che per molti cittadini è importante. L’articolo 53 dice che la mozione consiste in una richiesta di discussione su un determinato argomento che si concluda con un voto. Può fare riferimento a comportamenti del sindaco e della giunta; a formulazione di proposte di criteri da seguire nella trattazione di determinati affari, a giudizi e valutazioni sui criteri seguiti nel trattare determinati affari, a inviti al sindaco e alla giunta ad affrontare e risolvere determinati problemi. Con la mia mozione io invitavo sindaco e giunta ad affrontare e risolvere un problema. Punto. Un’amministrazione comunale che continua a ripetere che sta dalla parte di tutti i cittadini e poi, davanti ad una petizione popolare e ad una mozione, si trincera dietro un ‘non è lo strumento giusto per affrontare la questione’, è un’amministrazione miope. Meno slogan, cari amministratori, e più fatti. Ogni angolo del territorio comunale ha dignità, ogni cittadino ha dignità, ogni richiesta va almeno discussa e dovreste abituarvi a rendere conto ai cittadini tutti del vostro operato, anche quando il tempo passa e le richieste dei cittadini non vengono soddisfatte. Richieste lecite, richieste semplici. Un’amministrazione comunale competente dovrebbe essere sempre pronta al dialogo, senza se e senza ma. La democrazia non può essere soltanto un aggettivo accanto al nome di un partito.
Fonte: Marco Martinelli, consigliere comunale Gruppo Percorso Comune,
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