
In un momento nel quale, anche un semplice “rattoppo” di una strada fa notizia, occupando le pagine dei social network, addirittura con interventi diretti del Sindaco di Castelfiorentino, ci sembra opportuno ricordare qualcosa anche a noi, specialmente ai tanti giovani che non conoscono il recente passato.
Iniziamo, dalla vicenda “ Montecatini”;
qualcuno la considererà una "vecchia" storia, ormai superata; non certamente, la nostra Associazione, sempre attenta quando si parla di impiego di soldi pubblici.
Mentre le aziende chiudono, con la crisi economica che miete vittime ogni giorno, crediamo che sia obbligo, per una opposizione civica che si rispetti, ripercorrere quelle che, ad oggi, sono state solo promesse, pagate saporitamente dai cittadini castellani.
Allo slogan tormentone #”andiamoavanti”, tanto caro al primo cittadino, ci sembra corretto consigliare una piccola modifica, aggiungendo,magari, #guardiamoancheindietro.
L'acquisto della struttura, risale al 1982 - 1 miliardo di vecchie lire- investite con l'obiettivo di costituire un elemento di rilancio e arricchimento economico del paese.
Di fatto, l'area, ad oggi non è stata neppure bonificata e se, in questo periodo, si parla tanto di sicurezza, questo dovrebbe essere un argomento di grande attualità.
Si sono alternate, con fallimenti pieni, le amministrazioni Frediani, Regini, Cantini, Occhipinti, adesso Falorni.
La Montecatini ha costituito “solo argomento di propaganda elettorale” e di ingombrante lascito, di cui avrebbero fatto volentieri a meno, i sindaci entranti.
Nel 2009, in un'intervista rilasciata dall'allora primo cittadino- Laura Cantini- oggi senatrice della Repubblica, si declinavano i dettagli di un imminente recupero della struttura.
Nel febbraio di qualche anno addietro, si occupo’ della storia anche la Trasmissione tv “Striscia la Notizia”.
Che dire, poi, del piano di fattibilità elaborato durante il mandato del Sindaco uscente- Giovanni Occhipinti- presentato in conferenza stampa nella primavera di due anni orsono?
L'unica cosa certa, ad oggi, è sicuramente “un pessimo intervento” pagato con i soldi pubblici, un piu’ che discutibile esempio di “politica” locale che non ha centrato gli obiettivi che si prefiggeva.
“Insieme per Cambiare” crede che questi siano i temi sui quali confrontarsi, serenamente, magari ipotizzando varianti al regolamento urbanistico che possono favorire un inizio del recupero.
Di queste cose, pero’, al momento ci si è ben guardati dal discuterne in Consiglio Comunale e, crediamo, se Falorni vuole veramente “guardare avanti”, è quanto mai opportuno che inizi a farsi carico di questi argomenti, evitando di trascurarli come ha fatto sino ad oggi.
Noi, intanto, per rinfrescargli la memoria, presenteremo una nuova interrogazione a riguardo.
Associazione civica Insieme per cambiare
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