Rifiuti e Ato, il M5S riassume il proprio punto di vista: "Si avrà una Tari più alta e un servizio peggiore"

Non e' facile riassumere la partita che si sta giocando in questi giorni, come al solito in fretta e furia e alla zitta) nei consigli comunali dell' Ambito Territoriale Ottimale costa (ATO)  ma e' necessario provarci perchè i cittadini sappiano con certezza i motivi per i quali i prossimi anni non solo si ritroveranno una TARI più salata e un servizio peggiore, ma non potranno nemmeno andare a lamentarsi dal sindaco.

Stabiliamo intanto un principio fondamentale: quello che determina l'importo più alto o più basso della tariffa è' la proprietà' di inceneritori e discariche. Confrontando i costi di gestori più o meno grandi come HERA, A2A, IREN, ma anche COGEME-LGH, Econord e altri con la nostra Geofor, abbiamo dimostrato che più' si hanno inceneritori e discariche e più i costi di gestione sono salati.

A questo punto i nostri amministratori diranno che RETI ambiente (il gestore unico che prenderà' il posto di Geofor) non possiede impianti ed e' vero, infatti utilizzerà' in convenzione quelli di Geofor Patrimonio. Ma di chi e' Geofor Patrimonio? Dei Comuni!! Esattamente come lo era Geofor!

Quindi non cambiera' nulla rispetto a prima perchè' i cittadini pagheranno il servizio di raccolta (fatto da RETI Ambiente nel quale confluira' Geofor) gli impianti di Geofor Patrimonio e in più' gli appetiti del nuovo socio privato che entrerà in RETI ambiente a seguito della gara.

Esattamente lo stesso giochino che hanno fatto altre partecipate dell' ATO Costa, mettere gli impianti in un'altra scatola vuota e NON mandarla a gara.

Insomma, come al solito cambiare tutto perchè non cambi nulla, e per fare questo ci hanno sempre raccontato che "gli impianti servono" e che "ogni ATO deve essere autosufficiente", salvo poi approvare nello Sblocca Italia un comma che facilita ulteriormente la circolazione di rifiuti non solo da un ATO all' altro, ma da una Regione all' altra, con il risultato che Regioni come la Lombardia (che ha appena approvato un atto di indirizzo dove ci si impegna a dismettere almeno 4 dei 13 inceneritori attivi) e l' Emilia Romagna (il cui governatore, che certo non e' un grillino, ha parlato pubblicamente di dismissione di parte degli inceneritori dal 2020) sconfessino platealmente i diktat governativi. Lo stesso Rossi ha manifestato pubblicamente il suo dissenso.

Per non parlare dei 3 milioni di euro (come si legge nella perizia della BDO a pagina 20) che la Geofor ha dovuto accantonare per rifondere il GSE degli incentivi illegittimamente riscossi. Parliamone: Fino a due anni fa, tramite svariate proroghe e cambi di nome, era ancora operativo il sistema dei CIP6, cioè degli incentivi statali all' energia "assimilata" a rinnovabile, nella quale rientravano anche gli inceneritori. Quello che e' successo fino ad allora e' stato che molte aziende acquistavano l'energia dalla rete a prezzo normale (fra cui anche l'energia necessaria per il funzionamento dell' inceneritore) e rivendevano TUTTA l'energia prodotta a prezzo INCENTIVATO, ricavando un importo non dovuto.

C'e da scommettere che anche questi li pagherà Pantalone, con la TARI.

Il succo di tutta la questione è' che il PD da una parte mantiene la proprietà' degli impianti, tramite Geofor Patrimonio, che NON viene conferita in retiambiente, inoltre distribuisce le quote societarie premiando i comuni sede di impianto. Dopodichè, tramite la partecipazione in RETIAmbiente va a gara per il servizio di raccolta, naturalmente stabilendo che il gestore dovrà servirsi degli impianti di Geofor Patrimonio.

Ma allora se i Comuni guadagneranno dal bruciare e dal mettere la roba in discarica (esattamente come ora) che interesse avranno a diminuire i rifiuti e ad aumentare la quantità di materia recuperata? E cosa cambia alla fine rispetto a ora, a parte dover mantenere un carrozzone in più?

A questo si aggiunga la vergognosa (anche se ormai usuale) tradizione del PD di fare le cose di nascosto dai cittadini e rendere difficoltoso l'accesso alle informazioni: La questione e' stata correttamente sollevata anche dal Sindaco del Comune di Zeri, che in una lettera del 10/12 u.s. ha fatto presente che anche se formalmente i tempi di convocazione dell' assemblea del 28 Dicembre sono rispettati, "il fatto che la stessa sia stata convocata il 28 Dicembre, in piene feste natalizie, renderebbe alquanto difficoltoso avere una cognizione completa degli argomenti da trattare e dei relativi documenti."

In questo contesto appare addirittura fantascientifico aspettarsi il preventivo coinvolgimento del pubblico nelle scelte che lo riguardano, con la richiesta dell' avvio di un percorso partecipato ai sensi della legge regionale. L'unico privilegio che è' concesso al cittadino è' quello di pagare e ringraziando pure, che sennò è peggio.

Il PD ci vuole portare ad una assemblea il 28 Dicembre, senza documenti, senza discussioni, senza sapere cosa si vota davvero e senza sapere di chi facciamo l'interesse. Noi, perchè loro lo sanno benissimo e non e' certo quello dei cittadini.

E a proposito di lobbisti sotto mentite spoglie forse conviene ricordare quello che ha fatto il sindaco di Pisa l'anno scorso, quando ha divulgato i nomi (A2A e IREN) di alcuni dei partecipanti alla gara per la scelta del socio privato nella gestione dei rifiuti delle quattro province di Lucca, Massa, Pisa e Livorno; peccato che l’articolo 13, comma 2, del decreto legislativo 163 del 2006 stabilisca che:

il diritto di accesso sia differito (cioè' rimandato) nel caso ci sia, come in una gara d'appalto, la necessità di mantenere la competizione indenne da meccanismi di collusione, di impedire intese tra operatori economici volte a concordare i rispettivi comportamenti per influenzare l’esito della selezione, di evitare flussi informativi (anche involontari) tra potenziali concorrenti, e di eliminare il rischio di condizionamenti commerciali, economici e tecnici nella formulazione e presentazione delle offerte. I nostri parlamentari hanno presentato un'interrogazione, speriamo che qualche giudice faccia il resto.

Ma non e' ancora finita, perchè noi in realtà sappiamo già cosa ci succederà al momento che avremo un gestore unico, infatti abbiamo l'esperienza dell' ATO sud che già da due anni e' finito in questo cappio dal quale adesso molti comuni stanno faticosamente cercando di liberarsi.
Vediamo per sommi capi quali sono i fattori che accomunano i nostri due ATO:

1) Illegittimità della tariffa d' ambito, per cui tutti i comuni virtuosi o meno si troveranno a dover pagare la stessa cifra indipendentemente dalla quantità e qualità dei rifiuti prodotti, contravvenendo ai principi comunitari recepiti nell ' art. 179 del codice ambientale.

2) Ripartizione delle quote sbilanciata verso i comuni sede di impianto: in realtà come abbiamo dimostrato gli impianti dovrebbero poter essere usati solo su richiesta dai singoli comuni e in base alle loro effettive necessità. Il criterio di ripartizione delle quote avrebbe semmai dovuto essere premiale nei confronti dei comuni che producono meno rifiuti e che hanno attuato politiche di prevenzione e di gestione sostenibile.

3) Eterodirezione del gestore nei confronti dell' ATO: già' oggi i comuni non hanno a disposizione alcuno strumento per contestare o quantomeno verificare i dati forniti dal gestore. Quando poi il gestore sarà' uno solo e, di fatto, potrà fabbricare dal nulla i dati relativi alla produzione e gestione dei rifiuti per 4 province vi potete immaginare quale sarà il rapporto di forza fra ATO e Gestore Unico.

Concludiamo smentendo categoricamente un po' di bugie che sono state dette a più riprese dal Partito degli Arrestati:

1) Non e' vero che con l'aumento della percentuale di raccolta differenziata i costi aumentano, e non lo dice un pericoloso grillino ma l' ISPRA nel rapporto rifiuti urbani 2014 (pagg. 170, 171, 172), dove a fronte di un aumento della RD e' dimostrato che indipendentemente dal contesto urbanistico i costi totali di gestione diminuiscono, infatti se e' vero che aumentano gli stipendi da pagare in virtù dell' assunzione di più personale (e non si capisce come questo sia un male) i ricavi che si conseguono dalla vendita delle materie prime e' più che sufficiente a neutralizzare l'aumento e anzi a realizzare un guadagno che si traduce invariabilmente in un calo della tariffa. Naturalmente a patto che tutto ciò non sia vanificato dal dover mantenere un inceneritore o una discarica.

Tale tendenza e' confermata da un nostro studio effettuato su 1400 comuni ed un bacino di oltre 25 milioni di abitanti distribuiti in 15 regioni.

2) Non e' vero che "più grande costa meno", infatti in ATO sud la presenza del gestore unico si e' presto rivelata per quello che è, ovvero un ulteriore livello di dirigenti da mantenere che poi non fa altro che spezzettare il territorio fra i vecchi ex gestori che a loro volta ricostituiscono la rete di cooperative in subappalto. Naturalmente l'allungamento della filiera si traduce in un aumento dei costi o, nel migliore dei casi, in un peggioramento del servizio a parità di costo.

I comuni che gestiscono "in house" e che NON sono proprietari di impianti ma li utilizzano solo in base alle loro effettive necessità, sono quelli dove si spende meno.

3) Non e' vero che i rifiuti sono aumentati: il sindaco ci fa vedere solo un pezzo di torta e ci dice che e' la torta intera. L'esempio della Piaggio vi fa capire quanto sia possibile addomesticare le cifre a proprio uso e consumo, e a maggior ragione vi dovrebbe far riflettere sull' imprescindibile necessità di misure di verifica e controllo sull'operato del Gestore, che ad oggi non esistono. Non esistono nei confronti di Geofor, ne' esisteranno con il Gestore unico.

La Piaggio, in quanto grande azienda e perciò produttrice di rifiuti speciali, ha scelto di gestirli in proprio (a proposito anche Piaggio ha, o a questo punto, aveva, una piccola quota di Geofor, c'entra nulla?) questo significa che nel 2015 risulterà che a Pontedera si sono prodotti meno rifiuti urbani rispetto all'anno precedente: ma questo non e' a causa di politiche di prevenzione (che non ci sono) ma dovuto al fatto che semplicemente quei rifiuti della Piaggio che prima venivano assimilati a rifiuti urbani adesso non lo sono più. Il totale dei rifiuti prodotto a Pontedera potrebbe essere aumentato, diminuito o rimasto uguale, ma il punto e' che per sapere se i rifiuti sono diminuiti o no bisogna sommare rifiuti urbani e speciali, altrimenti si mente sapendo di mentire, oppure si dimostra una clamorosa incompetenza.

4) Non e' vero che il ricorso al TAR del comune  Livorno e' stato rigettato, e qui e' evidente la menzogna. Il Tribunale ha ritenuto la richiesta non manifestamente infondata, decidendo percio' di discutere nel merito la questione. Questo significa che il Tribunale ha ritenuto le argomentazioni del Comune degne di essere portate avanti, quindi, come si suol dire, "ci vedremo in tribunale".

 

 

Movimento 5 Stelle Pontedera

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