Intervista a Simone Caverni: "Un anno ricco di soddisfazioni, dal prossimo anno sarò anche direttore tecnico"

Intervista con Simone Caverni, allenatore della Toscana Atletica Empoli.

-Simone com'è andata nell'anno appena trascorso?

E' stato certamente un anno ricco di soddisfazioni. Partendo dal gruppo cadetti, con le ragazze siamo riusciti ad arrivare al quinto posto in Toscana, mentre con i maschi al dodicesimo, e si tratta di un miglioramento per entrambi. Per quello che riguarda le prestazioni individuali, come non citare Elisa Bruscoli terza nella 4x100 ai campionati nazionali individuali e che ha ben figurato anche nei societari. Un'altra che merita una citazione è Miriam Manar che da allieva è riuscita ad ottenere delle medaglie anche nella categoria assoluti, sempre a livello nazionale nella staffetta 4x400. Bravi anche Leonardo Defeo e Leonardo Giorgi, entrambi hanno partecipato, ben figurando, a manifestazioni nazionali.

-Che aspettative ci sono per l'anno appena iniziato?

Con il gruppo cadetti, che ha perso qualche brava atleta, ma è cresciuto numericamente fino a più di 35 unità, puntiamo a ripetere le belle prestazioni dell'anno passato, anche se non sarà facile. Per quello che riguarda il gruppo delle allieve, mettendo insieme le nostre e quelle delle società consorziate con noi, secondo me abbiamo una squadra davvero forte e sono certo che riusciremo a toglierci delle belle soddisfazioni.

-Quest'anno, oltre ad avere un gran numero di atleti, crescerà anche il tuo impegno con la società?

Sì, da quest'anno, insieme a Leonardo Sarri, ricoprirò anche il ruolo di direttore tecnico, che si aggiunge a quello di allenatore. Sottolineo che nella categoria Cadetti, ad allenare insieme a me c'è Sara Tani, e che con gli allievi mi aiuta spesso anche Leonardo Giorgi, altrimenti sarei in difficoltà. Colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro, ragazzi e allenatori, che hanno contribuito a rendere quest'anno speciale e che mi fanno amare ancora di più questo lavoro.

-Un punto che tieni spesso a ribadire riguarda la natura di questo sport. Perché, secondo te, sbaglia chi considera l'atletica uno sport individuale?

Sbaglia perché l'individualità di questo sport si ferma al momento della singola gara. Quando si fanno i campionati societari, la competizione più importante dell'anno, i punti di tutti concorrono nel raggiungere la posizione finale. Per non parlare poi degli allenamenti, che sono ovviamente, collettivi. La percentuale di ragazzi e ragazze che smettono di fare atletica nella nostra società in giovane età è molto bassa, e questo significa che i nostri atleti si trovano bene e si divertono indipendentemente dal risultato finale. Per noi allenatori deve essere questo, a mio parere, l'obiettivo principale, al di là dei piazzamenti.

 

Fonte: Toscana Atletica Empoli

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