Rinasce l'ex Opera Pia: parte un progetto partecipativo per decidere cosa fare della struttura

(foto gonews.it)

Nuova vita per l'ex Opera Pia di Fucecchio. Si è discusso di questo, durante la conferenza stampa di stamattina, mercoledì 16 dicembre 2015, presso il Comune con il sindaco Alessio Spinelli, e l'assessore Silvia Tarabugi. E' stato infatti illustrato il nuovo progetto ‘Un piano per le Creabile. Scommettiamo sul futuro dell’ex Opera Pia’, con cui si ridarà vita  al complesso immobiliare situato nel sistema ambientale delle Cerbaie. Alla conferenza erano presenti anche Lorenza Soldani, rappresentante della cooperativa fiorentina Sociolab, specializzata nella facilitazione di percorsi di partecipazione a cui il Comune ha affidato l’incarico, e  Nicola del Giudice dell’agenzia Key, che si sta occupando della grafica.

“Il progetto proposto è innovativo -  sostiene il sindaco Spinelli - il Comune per la prima volta non vende la propria idea, ma ha deciso di confrontarsi con il mondo esterno e con i cittadini per  costruire insieme un’idea comune. Si include, quindi, i diretti interessati del prodotto finale”.

Infatti il progetto, cofinanziato dall’autorità regionale per la partecipazione e dal Comune di Fucecchio per un totale di 16mila euro (circa 12mila dalla Regione e 4mila dal Comune), in linea con il programma elettorale del sindaco, si sviluppa sotto forma di un processo partecipativo, che coinvolga i cittadini, le associazioni e gli imprenditori.

Donata nei primi anni del Novecento da Carlo Landini Marchiani alla Congregazione di carità per le famiglie bisognose del paese e divenuta di proprietà comunale nel '99, l’Opera Pia è un patrimonio di circa 200 ettari, composto da poderi e terreni . La struttura che è ormai abbandonata a sé stessa da molti anni sia a causa della crisi economica sia per l’impossibilità di avviare un’attività di tipo turistico, ha ora l’opportunità di acquistare nuova vita.

“Le Cerbaie e l’ex Opera Pia - continua il sindaco - rappresentano il polmone verde del Comprensorio del Cuoio, noi vogliamo tutelarne l’aspetto ambientale, dando allo stesso tempo un nuovo slancio economico a tutto il territorio con l’aiuto di Università, aziende agricole o qualsiasi altra associazione legata ad un contesto rurale”.

La vera novità del processo è non pensare più all’Opera Pia come un blocco unico, ma ideare un piano di sviluppo diverso per ciascuno dei 13 poderi che la compongono, che potranno quindi essere destinati ad attività diverse.

“Siamo contenti che la regione abbia riconosciuto che è progetto valido - spiega l’assessore Tarabugi - vedere l’Opera Pia in queste condizioni è una ferita aperta per chi vive qui. Fucecchio ha tutte le carte in regole per l’attivazione di questo progetto sia dal punto di vista ambientale, sia per la vicinanza alle strade di grande comunicazione”.

Il processo partecipativo, in conformità con la legge regionale, durerà sei mesi e avrà come scopo principale la raccolta di idee per la realizzazione di un bando finalizzato alla gestione dei diversi ambiti che potrebbero emergere dal percorso, in modo da riuscire anche a sfruttare le opportunità offerte dalla nuova programmazione dei Fondo Sociale Europeo. Si prevede l’attuazione di tre fasi.

La prima fase (dicembre-febbraio) comprenderà la mappatura del territorio, lo svolgimento di interviste a potenziali portatori di interesse, ma soprattutto la creazione di una rete di informazione (attraverso per esempio alcuni ‘sopralluoghi partecipati’ con i cittadini e le scuole) per far conoscere i poderi e interessare la popolazione. La seconda fase (febbraio-marzo) coinvolgerà i cittadini e i portatori di interesse in un laboratorio per la costruzione di scenari che includa la presentazione di  buone pratiche da parte di esperti. L'ultima tranche (marzo-maggio) sarà finalizzata alla redazione di linee guida per la creazione del bando.

Un fatto importante è che quelli che diventeranno i gestori delle varie aree territoriali non avranno solo il compito di occuparsi della “zona verde”, ma dovranno in particolare modo impegnarsi nella ristrutturazione degli immobili, che sono ad oggi  i più problematici.

La previsione dei tempi di concretizzazione del progetto è ancora difficile da stabilire, ma, come afferma Lorenza Soldani, l’importante per la sua realizzazione è sicuramente la priorità politica che il Comune sta dimostrando di avere.

Gaia Lami

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