Appalti nella ristorazione, gli sfoghi delle piccole aziende a Confesercenti

La sede pisana di Confesercenti

Le piccole e medie aziende pisane della ristorazione collettiva e servizi si sono ritrovate nei giorni scorsi presso la sede di Confesercenti Toscana Nord per fare il punto su una serie di problemi che stanno opprimendo il settore e sui quali spesso si gioca la possibilità di aggiudicarsi una gara.

“Settore che nella nostra provincia occupa diverse centinaia di persone – ha spiegato il direttore Marco Sbrana – e che risente giorno dopo giorno di una concorrenza spietata delle grandi aziende che sfruttano bandi di assegnazione degli appalti, sempre più difficili ed onerosi da sostenere da parte delle realtà medio - piccole. La nostra è stato il primo passo di un percorso che punta a costituire un sindacato di categoria a tutela di queste aziende”.

Dall’incontro sono emerse diverse criticità, aggiunge Stefano Campazzi dirigente Confesercenti Toscana Nord: “Le gare che si trovano ad affrontare queste aziende vedono come principale criterio il massimo ribasso. Massimo ribasso che però deve prevedere richieste sempre più specifiche come ad esempio prodotti biologici, igp, dop, filiera corta, materiali riciclabili, classi energetiche, ecc.

Condizioni evidentemente che mettono in difficoltà le piccole realtà perché non riescono a sostenere i costi generali che pesano sull’impresa. Bandi in molti casi scritti con il “sistema del copia e incolla” senza alcun confronto preventivo con chi rappresenta le aziende partecipanti e che non tengono conto che giocando sempre di più al ribasso si rischia di compromettere la qualità del prodotto o di favorire sempre comunque le grandi aziende di fuori provincia.

Se a questo si aggiungono poi i continui investimenti richiesti alle imprese della ristorazione e dei servizi, una spending rewieu girata sulle imprese anziché essere applicata alle stesse amministrazioni, ecco spiegato un appiattimento e allineamento generalizzato verso il basso di un settore sempre più in mano alle grandi realtà”. Secondo le aziende pisane, ci sono poi voci nei bandi che non dovrebbero essere contemplate perché al di fuori del servizio di ristorazione inteso come pasti vedi i beni di consumo non inerenti alla ristorazione.

Ultima considerazione – conclude Sbrana – la presenza sempre più frequente di associazioni temporanee di imprese costituite dai soliti soggetti e che puntualmente vincono, per loro fortuna, molti dei bandi pubblicati. Per tutte queste ragioni, oggetto di una riflessione comune, abbiamo deciso di ritrovarci a breve per fare nuovamente il punto della situazione e mettere a punto una serie di richieste da sottoporre ai Comuni e alle Pubbliche Amministrazioni della provincia in vista della pubblicazione dei nuovi bandi di gara”.

Fonte: Ufficio Stampa Confesercenti Toscana Nord

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