Agricoltura: per Cia il 2015 è l'annata della ripresa produttiva

In ripresa l’agricoltura toscana. Anche perché peggio della tragica annata 2014 non poteva andare. E così, fra alti e bassi, fra nubifragi e bombe d’acqua improvvise, con una battaglia all’Imu, iniziata proprio dalla Toscana e alla fine vinta dagli agricoltori italiani, il settore rurale toscano traccia un bilancio positivo sull’anno 2015 giunto ai titoli di coda. Lo sottolinea il Report 2015 Annata Agraria in Toscana, pubblicato nel numero di dicembre di Dimensione Agricoltura (in uscita oggi), il mensile di Cia Toscana, in 24.500 copie e che nel 2016 celebrerà con una serie di iniziative i 25 anni di pubblicazione.

«Possiamo parlare di ripresa, almeno dal punto di vista produttivo - commenta Luca Brunelli, presidente Cia Toscana -; dopo i disastri e le emergenze climatiche che hanno colpito gran parte delle regione in momenti diversi (nubifragi, alluvioni, dissesti idrogeologici), e problemi fitopatologici (come mosca delle olive, cinipide del castagno), sono tornate alcune produzioni e, complessivamente, abbiamo avuto un’annata con il segno positivo sia in termini di qualità che per la quantità. Anche sui mercati – prosegue – c’è la tendenza al riconoscimento della qualità delle produzioni toscane e del loro valore. Segnali positivi che si evidenziano anche dal punto di vista del reddito, e che vanno in parte a compensare ciò che si è perso negli ultimi anni. Un settore vitale e dinamico come dimostrano anche i tantissimi progetti presentati sui bandi del nuovo Psr, in particolare sui Progetti Integrati di Filiera e sul Pacchetto Giovani con investimenti per oltre 500 milioni di euro che meritano una attenta valutazione ed attenzione. L’agricoltura si conferma sempre più come pilastro dell’economia toscana; è necessario sostenere il settore con politiche idonee e gli strumenti opportuni a disposizione, alleggerire il peso della burocrazia che resta uno dei principali problemi e favorire sempre di più la competitività dei prodotti toscani sui mercati interni e su quelli internazionali. Senza dimenticare la piaga degli ungulati e predatori, che va definitivamente risolta. I dati sull’economia regionale – conclude Brunelli – dimostrano che con più agricoltura, cresce l’economia toscana. Non dimentichiamolo».

«La crescita dell’agricoltura regionale e in parallelo dell’agroalimentare toscano - sottolinea il direttore Cia Toscana Giordano Pascucci – rappresentano un ulteriore stimolo ed una opportunità importante  per promuovere definitivamente l’integrazione fra i protagonisti delle filiere, e per dare maggiore solidità all’intera economia toscana. Un’opportunità di rafforzamento dell’intero settore – aggiunge Pascucci -; servono quindi misure specifiche, per consolidare lo sviluppo delle imprese nei mercati nazionali ed internazionali, per favorirne l’aggregazione e rafforzare le filiere regionali».

2015 agricoltura toscana: crescono gli stranieri, calano i giovani

I primi mesi del 2015 hanno segnato una lieve ripresa economica in Toscana, segnalata dall’aumento degli ordinativi, del fatturato e da un’attesa positiva per il futuro da parte degli operatori. Un nucleo consistente di imprese, come ci segnala il Rapporto di Novembre della Banca d’Italia, è solidamente agganciato alla ripresa della domanda e ha in cantiere investimenti e nuove assunzioni, risentendo sempre meno dei vincoli finanziari.

 

Ma come va l’Agricoltura rispetto all’andamento economico regionale? Come registrato dal Report 2015 dell’Annata Agraria in Toscana si può parlare di ripresa, che, anche se lenta, inizia ad essere visibile, ma per essere reale e concreta ha bisogno del rilancio e della dinamicità del settore agricolo.

Il consueto rapporto trimestrale di “MovImprese” ci segnala che al 30 settembre le imprese agricole in Toscana sono 40.442, 231 in meno rispetto alla stessa data del 2014 (-0,6 per cento): 38.401 si occupano di coltivazione agricola e allevamento, 1.607 di silvicoltura e utilizzo di aree forestali e 434 di pesca e acquacoltura. Tra le imprese agricole toscane 12.869 sono a conduzione femminile (il 31,8 per cento del settore), in calo dello 0,8, mentre i giovani imprenditori detengono il 5,8 per cento delle imprese agricole toscane, 2.332 (calo del 4,1 per cento), chiaro segnale di come l’agricoltura non è un ancora un settore per giovani. Gli imprenditori agricoli stranieri sono in aumento del 5,9 per cento e contano 2.024 imprese nella nostra Regione, così come crescono le imprese agricole di stampo artigiano (0,8 per cento) che sono 1.246.

L’agroalimentare toscano – L’agroalimentare regionale ha avuto, nei primi sei mesi del 2015, un fatturato dalle esportazioni di 171 milioni di euro (in calo dello 0,6 rispetto al 2014, quando il calo sul 2013 è stato del 6,6) a fronte di importazioni per 246 milioni di euro (in aumento del 2,1 per cento). Per quanto riguarda l’ambito della trasformazione e distribuzione di prodotti alimentari e bevande c’è un incremento nel primo semestre del 18,5 per cento con un fatturato di 1 miliardo di euro, a fronte di un import in crescita del 17,7 per 903 milioni di euro complessivi. Un dato testimoniato dai dati diffusi dall’Istat a novembre, che registrano come in Italia nel mese di settembre ci sia stato un incremento annuo dell’export agroalimentare pari al 14,3 per cento.

Report Cia, Annata Agraria in Toscana. Il 2015 per filiere produttive provincia per provincia

Il viaggio fra le campagne della Toscana con la Confederazione italiana agricoltori, ha toccato le principali colture regionali. Luci ed ombre come sempre accade, ma fra crisi economiche, difficoltà dei mercati, andamento climatico che hanno caratterizzato gli anni recenti; il 2015 sembra lasciarci un bilancio con il segno più.

VINO - Annata positiva in termini di qualità in tutta la Toscana; differenze per quanto riguarda quantità e prezzi. Ad Arezzo quantità in calo (-10%); prezzi in ribasso specialmente per il Chianti, e -25% per il vino sfuso. Lieve calo per l’export (-0,9% dove ha influito anche l’embargo della Russia) con Germania, Paesi Bassi e Usa i mercati principali; cala il mercato interno (-7%). A Firenze produzione in calo (-20%) ottima qualità grazie al buon andamento climatico e sanità delle uve. Prezzi in diminuzione del 10%. Più 4% a Grosseto di produzione; con un aumento dei prezzi (+2%), crescita per l’export, stabile il mercato interno. Annata buona per qualità e quantità delle produzione a Livorno, stabile anche il mercato: quello interno vale il 30%, ed il 70% dell’export si suddivide fra Nord Europa, Giappone, Cina e Usa. A Pisa qualità ottima e produzione variabile a seconda di zone e tipologie (da 0 a 5%); export in salute (+7%) con Usa, Cina e Germania i principali mercati. Segnali positivi anche da Siena: ottima la qualità e leggero incremento della produzione. Prezzi in ascesa (+10%) con differenze fra Brunello di Montalcino e Vernaccia di San Gimignano (+30%); Chianti Classico (+10%); fino al Nobile di Montepulciano e Chianti, aumentati dal 5 all’8%. Per l’area Toscana Nord nonostante le produzioni al di sotto della media, quella 2015 viene considerata un'ottima annata.

OLIO - Il settore olivicolo riparte dopo l’anno orribile del 2014, per cui il raffronto sulla produzione si intende con il 2013. Ad Arezzo ottima la qualità e produzione in calo (-30%). Il prezzo ha subito variazioni per l’assenza di prodotto della scorsa stagione e la scarsa produzione anche di questa annata. Export diminuito (-24%) a causa della mancanza di prodotto presente nei mercati della Germania, Usa e Brasile. Buone notizie sull’andamento dei prezzi, con aumenti anche di 3 euro (10 euro al kg). Quantità in calo (-40%) a Firenze e buona qualità: andamento climatico alterno, con caldo in fioritura e scarsa allegagione di varietà autoctone (es: moraiolo), olive in salute. Prezzi in crescita (+15%). A Grosseto ottima la qualità e ritorna la produzione, a +90% rispetto al 2014, quando si ebbe uno scarsissimo raccolto, dovuto ai continui attacchi della mosca. Aumento dei prezzi del +20%, e +2% l’export. A Livorno buona la produzione e la qualità, aumento dei prezzi del 20%. Dopo il tragico 2014, dove a Pisa la produzione dell'olio ha rasentato lo zero, il 2015 rappresenta un annata ottima, con una produzione media rispetto agli ultimi 5 anni. Ottima qualità a Siena, dopo l’attacco della mosca del 2014 (produzione al -70%), quest’anno ritorna la quantità, prezzi in aumento (+25%) sul 2013 e mercato interno in crescita. Stagione positiva per la Toscana Nord, dove si è raccolto in anticipo e qualità ottima. Allegagione a macchia di leopardo e un attacco debole della mosca.

ORTOFRUTTA - Ad Arezzo ottima annata per la qualità per la frutticoltura della Valdichiana aretina. Produzione in calo (fra il 5 e 10%) e aumento medio dei prezzi (+5%). Cresce la produzione (+5%) a Firenze, buona la qualità, ciclo produttivo allungato dall’autunno mite. L’incremento poteva essere maggiore se non subentravano eventi calamitosi eccezionali (forte vento a marzo, tromba d’aria ad agosto). Produzione alterna in provincia di Grosseto (si va da un -10 ad +5% a seconda delle zone), buona la qualità e prezzi invariati. A Livorno produzione migliore rispetto al 2014 in qualità ed in quantità; prezzi in aumento (+10%) e crescita del mercato interno (+10%). Qualità ottima e produzione in crescita del 35% a Pisa dopo il 2014 negativo. Il mercato interno ha fatto registrare un +8% per i canali commerciali e un calo dal 15 al 25% per la vendita diretta. In provincia di Siena minore produzione (-15/20%), ottima la qualità. In aumento i prezzi (+8%), export (+8%) e mercato interno (+7%). Per Toscana Nord, buoni livelli produttivi per le pesche, ma a causa delle elevate temperature, sono state penalizzate le pezzature, con riflessi negativi sui prezzi. Le orticole hanno risentito dell'andamento climatico, danni per la tempesta di cento e caldo estivo, ma, nonostante le premesse, l'orticoltura ha registrato produzioni buone e i prezzi sono stati superiori e più stabili rispetto al 2014.

AGRITURISMO - Leggera flessione delle presenze (fra il 5 e 10%), ma i 450 agriturismi di Arezzo hanno tenuto grazie alle tante attività, come ristorazione e didattica. A Grosseto domanda interna da parte degli italiani in leggero aumento; i turisti stranieri sono stati principalmente di nazionalità tedesca e austriaca; crescita complessiva stimabile al +3%. Annata positiva a Livorno con aumento delle presenze di turisti stranieri e aumento dei prezzi (+15%). Aumento degli agrituristi (+5%) a Pisa. In aumento nel territorio di Siena la presenza di agrituristi (+15/20%) sia italiani che stranieri. Fino a maggio scarsa presenza, da giugno a novembre compreso, tutto esaurito. Prezzi in diminuzione secondo un trend che dura da tre anni.

POMODORI DA INDUSTRIA - Stabile la quantità ad Arezzo, ottima la qualità. Raccolti eccezionali a Grosseto (+20%) a fronte di un calo dei prezzi (-4%); prodotto - di ottima qualità - destinato all’industria di trasformazione per il mercato interno. Rese produzione basse e ottima qualità a Livorno, prezzi in calo del 7%. A Pisa la produzione avrebbe raggiunto un aumento del 35/40 %, ma a seguito di due eventi atmosferici di fine agosto si è persa circa la metà del prodotto, per un totale del +20%, buona la qualità. Lieve calo della produzione (-5%) a Siena.

VIVAISMO - Forte diminuzione in provincia di Arezzo che ha fatto registrare un calo dell’export dell’82% (il 1° semestre sulle piante vive) con i mercati di Grecia, Corea del Sud e Stati Uniti ai primi posti. A Pisa variazione in negativo per il settore vivaistico in generale. Per il mercato delle barbatelle c'è stato un aumento del +5%; lieve flessione del mercato interno (5/10%). Erano buone le premesse di inizio anno per il vivaismo di Pistoia, ma la contrazione del mercato interno, si è registrata una flessione della domanda. Fra le aziende si è avuto un calo delle esportazioni all’estero, in particolare verso Olanda, Belgio, Spagna, Germania e Francia, con diminuzioni di fatturato quantificati tra il -5% ed il -10%; ma flessioni anche in Francia, Germania e Turchia.

BOVINI DA CARNE - Il dato positivo della Camera di Commercio di Arezzo (+9,8%) stride con le sensazioni che provengono dal territorio, dove molte aziende hanno addirittura cessato l’attività. Ottima qualità a Firenze. Invariata la produzione a Grosseto così come i prezzi. Maggiore richiesta di prodotto (+5%) a Livorno, mancano vitelli da macello, in aumento i prezzi (+5%). Stabile la produzione a Siena, con prezzi in lieve crescita rispetto al 2014.

BOVINI DA LATTE - Prezzi costanti grazie al mercato toscano. In provincia di Arezzo le aziende produttrici sono ridotte al minimo storico, ma i quantitativi sembrano mantenersi (+7,5% produzione). A Firenze si registra un’ottima qualità del prodotto. A Grosseto si registra una diminuzione del prezzo (-5%) a fronte di una eccellente qualità del prodotto, diminuzione che sta purtroppo continuando la discesa. Ottima qualità a Pisa, con mercato interno in crescita del 5%. A Siena produzione stabile dopo un calo consistente degli ultimi anni; prezzi bassi rispetto ai costi di produzione.

OVINI DA CARNE - Crollano gli allevamenti in provincia di Arezzo, in alcune zone anche dell’80%; quantità in calo del 10,9%. A Grosseto i continui attacchi da predatori hanno ridotto la quantità (-3%) di prodotto, la qualità resta eccellente, prezzi stabili. Stabile il mercato degli ovini da carne sia come produzione che come prezzi in provincia di Livorno. Si registra una produzione invariata in provincia di Pisa, resta ottima la qualità. Produzione in calo e prezzi bassi a Siena.

OVINI DA LATTE - A fronte di una diminuzione degli allevamenti, ad Arezzo sono calate anche le quantità prodotte (-6%). Chi trasforma in formaggio ha ottenuto un buon risultato (+5%). Quantità del latte scesa del 5% a causa degli attacchi da predatori, crescono invece i prezzi (+5%). I continui attacchi da predatori hanno ridotto in provincia di Grosseto la quantità (-10%) di prodotto seppur di eccellente qualità; prezzi in crescita del 5%. A Pisa per la produzione di latte biologico si è registrato un aumento. Per la produzione e prezzo formaggio della Dop pecorino delle Balze Volterrane è rimasto invariato, sia mercato interno che export, che interessa Francia, Stati Uniti, Svizzera. Produzione in calo a Siena a causa del basso prezzo del latte riconosciuto alla stalla. Calo di produzione latte e chiusura di allevamenti a causa degli attacchi dei predatori che stanno distruggendo le aziende senesi. Prezzi bassi per gli agricoltori a fronte di costi di produzione elevati.

CASTANICOLTURA - Ottima qualità grazie alla sorprendente assenza del cinipide, e prezzi di 5/6 euro/kg in provincia di Arezzo. Aumenta la produzione (+40%) in provincia di Firenze. Quantità in aumento del 30% per le castagne del Monte Amiata (Grosseto): ad una produzione eccezionale e un prodotto ottimo non è seguita la risposta da parte dei consumatori e dei commercianti, causando il crollo del prezzo per mancato ritiro del prodotto (-20%). Annata positiva a Siena (Monte Amiata e Montagnola senese), aumenta la quantità (+200%) e calano i prezzi (-20%) rispetto allo scorso anno.

TABACCHICOLTURA - Produzione in linea con lo scorso ad Arezzo, per entrambe le varietà (Kentucky e Bright). Andamento prezzi: fascia Kentucky in aumento (€ 800 rispetto ai 600 del 2014) le altre classi stabili. Bright in diminuzione; Kentucky soffre del mercato ristretto ad un solo acquirente (Manifattura Sigaro Toscano).

FLORICOLTURA - Produzione floricola invariata rispetto ad un anno fa a Grosseto, prezzi stabili. Nell’area Toscana Nord il fiore reciso è stato penalizzato nella prima parte dell'anno, ma si è ripreso nella seconda parte dell’anno.

CEREALICOLTURA - Ottima qualità per i cereali ad Arezzo, e aumento della produzione (+20%). Aumenti quantitativi dovuti soprattutto all'aumento delle rese; in calo (-10%) il prezzo del frumento, aumenti per il mais. Buona annata in provincia di Firenze. A Grosseto - quantità +10% - si è registrato un aumento dei prezzi del 15%. Ora stiamo assistendo ad una diminuzione vertiginosa, passando dai 32 euro al momento della trebbiatura agli attuali 22 euro. E la diminuzione non accenna a diminuire. Buona annata a Livorno per il grano duro con ottimo peso specifico e rese generalmente in aumento, prezzi in aumento dell’8%. A Pisa calo della produzione del 25% e del mercato interno (-15%). I prezzi, riferiti soprattutto al grano duro, hanno subito una forte oscillazione in negativo, partendo da un +5% subito dopo il raccolto ad un attuale -15%. A Siena si registra un aumento della produzione del 10% (alla raccolta), calo dei prezzi (-10%), passando dai 27 euro al quintale del 2014 ai 24 di questa annata cerealicola. Il mais, principale cereale dell’area Toscana Nord, ha subito una riduzione nelle superfici investite e il caldo ha comportato sia un sensibile calo produttivo, sia una maggiore incidenza delle aflatossine; insufficiente il livello dei prezzi.

APICOLTURA - A Livorno si segnala anche una significativa attività di apicoltura: buona qualità nel 2015, stabili i prezzi, annata comunque positiva rispetto alle ultime due stagioni con ripresa della produzione soddisfacente nei melari.

Fonte: Cia Toscana - Ufficio Stampa

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