La Confcommercio non ci sta: "Ennesima stangata alle imprese, necessarie agevolazioni"

Fino al 9% in più per la TARI rispetto allo scorso anno a carico delle imprese fiorentine. Si avvicina la scadenza della tassa sullo smaltimento dei rifuti, da pagare entro il mese di dicembre e con essa si avvicina il disagio per l’ennesimo costo che grava sulle spalle delle aziende.

Un ulteriore aumento delle tariffe non è sostenibile per le imprese,  secondo Confcommercio, infatti, saranno soprattutto gli esercizi commerciali e, in particolar modo i ristoranti, a subire importanti incrementi con cifre al metro quadro che raggiungono i 27,55 euro.

Una tassa quella sui rifiuti che subisce balzelli di anno in anno con un calcolo delle tariffe che continua a basarsi su un calcolo presuntivo dei rifiuti prodotti, in base ai metri quadri occupati dall’azienda, e non sulle reali quantità smaltite dalle imprese.

Una strada, secondo L’Associazione, potrebbe essere anche quella di prevedere, come fatto da altre amministrazioni comunali, agevolazioni per le aziende che producono rifiuti deperibili e facilmente indirizzabili al “riuso” come ad esempio pubblici esercizi, dettaglianti alimentari, fiorai e verdurai.

Allo stesso modo prevedere anche per le attività commerciali sgravi per coloro che si avvalgono di servizi di ritiro alternativi per alcuni prodotti che e, quindi, compartecipano all’attività di smaltimento.

“La TARI – ha affermato Tiziano Tempestini, direttore Confcommercio Firenze - è una tassa non proporzionata all’effettiva quantità di rifiuti prodotta e, quindi, spesso le cifre richieste alle aziende non risultano proporzionate alle loro reali esigenze.

L’aumento previsto per le imprese, che a Firenze sostengono ben il 65% dell’intero costo di gestione del servizio, non possiamo condividerlo, soprattutto per alcune categorie più sacrificate.

Ancora una volta sono le aziende a dover sopportare l’aggravio più pesante dei costi a loro carico.

Le imprese commerciali e della somministrazione non possono permettersi ulteriori aggravi di spesa proprio adesso che iniziano a percepire i primi segnali di ripresa, è invece il momento di incentivarle a riprendere la via dello sviluppo.”

Fonte: Confcommercio di Firenze - Ufficio Stampa

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