
I lettori di gonews.it continuano a esprimere la propria indignazione per come è stato gestito il 'salvataggio' della Banca Etruria di Arezzo, la quale ha molte filiali anche nel territorio dell'Empolese frutto, a fine anni Ottante, del passaggio alla Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio della banca locale di Montelupo, Capraia e Vitolini, che in molti ricordano ancora come la 'banchina'.
Pubblichiamo di seguito le lettere di alcuni utenti dove vengono raccontate le loro storie di risparmiatori 'traditi' dall'istituto di credito, adesso disperati dopo aver investito in titoli e obbligazioni.
Chi volesse può scrivere a redazione@gonews.it per dire la propria sulla vicenda e raccontare un'esperienza personale.
Cristian: "Perso i soldi delle obbligazioni. Parlatene, sui Tg molto silenzio"
"Vorrei raccontarvi la mia situazione, riguardo Banca Etruria. Nell’ottobre del 2013 la funzionaria ***** (omissis della redazione, ndr) mi ha prospettato la possibilità di sottoscrivere obbligazioni emesse dalla Banca (si trattava, specificamente, del prodotto “BPEL Lower Tier II 5,00% 30.10.2023” - ISIN IT0004966856), limitandosi ad allegare, alla sua mail datata 16 ottobre 2013, il sintetico prospetto “Condizioni dell’offerta e caratteristiche specifiche del prestito obbligazionario”, prospetto nel quale, non è - tra l’altro - specificata la natura subordinata delle obbligazioni ivi descritte.
All’e-mail alla direttrice della filiale si è limitato a rispondere con una e-mail ordinaria, dicendosi d’accordo nel sottoscrivere le obbligazioni in questione per un controvalore di Euro 50.000,00, (i miei risparmi di una vita e di duro lavoro) utilizzando denari che sarebbero dovuti provenire sia dal mio conto corrente che dalla liquidazione di altri investimenti in essere presso la banca stessa. Tuttavia in quell’occasione: non ho sottoscritto alcun documento contabile scritto relativo al prelievo sul suo conto corrente del denaro; non ho sottoscritto alcun documento scritto relativo alla liquidazione dei suoi pregressi investimenti; non ho sottoscritto alcun documento scritto che destinasse il ricavato di tale liquidazione alla sottoscrizione delle obbligazioni; soprattutto, non ho ricevuto alcuna informazione in ordine alle obbligazioni di cui si parla, e soprattutto in ordine alla natura subordinata delle stesse, ed alle conseguenze di tale circostanza sul livello di rischio di mancato rimborso.
I titoli obbligazionari sono così stati sottoscritti con un investimento, appunto, di Euro 50.000,00.
Solo tempo dopo, e precisamente nel febbraio del corrente anno, venivo a conoscenza, in modo del tutto casuale, della natura subordinata delle obbligazioni sottoscritte nell’ottobre del 2013, e a seguito di ciò ho avviato una serie di colloqui e una corrispondenza con vari esponenti della Banca Etruria, contestando l’investimento effettuato. In tutti i casi gli interlocutori (******, omissis della redazione, ndr) hanno fornito ampie rassicurazioni circa il fatto che la questione si sarebbe risolta positivamente.
Ma nulla si è risolto, in realtà, e ancora, da ultimo, nel corso del corrente anno, ho dovuto insistere chiedendo la tutela del suo diritto; ma vanamente.
E’ evidente, e pacifico, che nella vicenda in esame ci sia stata una serie di violazioni da parte della Banca agli obblighi previsti dalla normativa vigente in materia; e in particolare, più grave di tutte le altre, pur numerose, una grave violazione agli obblighi di informativa previsti dagli artt. 27 e ss. del Regolamento Intermediari adottato con delibera CONSOB n° 16190 del 29 ottobre 2007.
Infatti, né per iscritto, mediante adeguata documentazione, come sarebbe stato obbligo, ma nemmeno oralmente, la Banca ha provveduto ad informarmi circa la natura subordinata delle obbligazioni delle quali mi è stata proposta la sottoscrizione; e ciò malgrado nel “Supplemento al prospetto di base” dello strumento finanziario in questione (Prospetto e Supplemento che mai sono stati consegnati all’ing. Rei) sia riportato, in prima pagina, che: “…….. Nel caso di obbligazioni subordinate Lower Tier II, l’investimento comporta per l’investitore il rischio che, in caso di liquidazione o di sottoposizione a procedure concorsuali dell’Emittente, la massa fallimentare riesca a soddisfare soltanto i crediti che debbono essere soddisfatti con precedenza rispetto alle obbligazioni subordinate e che pertanto lo stesso possa conseguire a scadenza perdite in conto capitale di entità più elevata rispetto ai titoli di debito non subordinati. Le obbligazioni oggetto di offerta, in caso di default, presentano infatti un rischio di mancato rimborso maggiore rispetto a quelle di titoli obbligazionari senior dello stesso emittente ed aventi la medesima scadenza…..”
In sintesi lunedì ho visto il valore delle obbligazioni azzerarsi.. Vi prego aiutatemi a far emergere questa ingiustizia, nei TG non ne parla nessuno di quello che è stato fatto...".
Un altro lettore: "Un furto legalizzato in piena regola, ma offro una soluzione"
"Più che una storia , che è poi quella di tutti , cioè di un furto "legalizzato" in piena regola, vorrei proporre una soluzione. Quella che vi prospetto è certamente efficace in quanto i parlamentari che dovrebbero dare il via libero non sono ostacolati da vincoli comunitari . Inoltre, consente il totale rientro del capitale e accessori. Vi invito quindi a leggere con attenzione e, se condividete, a diffondere il più possibile quanto segue. Se i politici che offrono la loro disponibilità alla soluzione volessero sostenere questa mia idea, credo che sarà un toccasana per tutti.
Pur condividendo l’esperimento della class action che, certamente va intrapresa , ove percorribile, vorrei suggerire, la sensibilizzazione, a livello politico, affinché venga riconosciuto un credito d’imposta di valore corrispondente alle perdite subite . Il valore sarebbe dato rispettivamente dal prezzo di mercato delle azioni e dal valore di riscatto delle obbligazioni incrementato delle cedole di pertinenza non erogate.
Il credito d’imposta, potrebbe essere dedotto annualmente nella dichiarazione dei redditi, generando un rimborso dell’imposta dovuta . Il meccanismo già ampiamente collaudato in tema di ristrutturazioni edilizie , consentirebbe di spalmare il credito d’imposta in un orizzonte temporale medio lungo ( 10/15 anni) in ragione di consentire, anche ai titolari di retribuzioni modeste, il completo ammortamento delle perdite.
Effetto : graduale e totale rientrodella perdita.
Fattibilità : contenimento degli effetti distorsivi conseguenti alla manovra “straordinaria” di esproprio .
Benefici :
- equilibrio delle logiche di mercato;
- contenimento della paralisi dell’intero sistema creditizio bancario ( sfiducia nelle banche)".
Un azionista: "Tenete alta l'attenzione"
"Sono un azionista della Banca Etruria, - scrive V.P. - che ha investito i risparmi degli ultimi 20 anni nelle azioni oggetto del decreto salva banche, con la presente vi chiedo di interessarvi di tale situazione che colpisce migliaia di azionisti della Banca e sottoscrittori delle obbligazioni subordinate, che trovandosi nelle mie stesse condizioni, passano momenti di gravissima difficoltà, economica e psicologica.
Un problema che per ora colpisce solo i soggetti coinvolti, ma che in futuro potrebbe colpire tanti risparmiatori e potrebbe generare dei fenomeni di corsa allo sportello/fuga di capitali a mio avviso molto pericolosi per l'intero sistema sociale.
Il decreto colpisce i piccoli risparmiatori, i sacrifici di una vita, per colpe non imputabili agli stessi risparmiatori che hanno creduto alle realtà bancarie locali ed alla crescita del proprio territorio.
Siete l'unica ancora di salvataggio a questa situazione... tenete alta l'attenzione rispetto a quanto accaduto".
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