
«A Volterra si potrebbe un giorno tornare a nascere e per la città ed il territorio questo costituirebbe una riconquista eccezionale, non solo per i servizi al cittadino, ma anche da un punto di vista morale e di giustizia». A dichiararlo è il sindaco Marco Buselli che commenta il decreto firmato qualche giorno dal ministro Beatrice Lorenzin «con il quale apre la possibilità di sperimentazione in aree montane (e tutto il nostro territorio è completamente montano) di punti nascita inferiori a 500 parti annui, a condizione che vengano mantenuti gli standard di qualità e sicurezza previsti dalla normativa». Come ha avuto modo di verificare l'intergruppo parlamentare per la montagna, lo standard infatti non è “legato al numero dei parti per singolo plesso ospedalieri", ma è collegato alla casistica minima seguita dalle equipe mediche e infermieristiche.
«Un sistema a rete come quello che avevamo quindi garantiva correttamente, come poi dovette ammettere il Direttore Generale, la rotazione delle équipe e di conseguenza gli standard di sicurezza – sottolinea il sindaco Buselli -. Un errore, quello di voler chiudere, che è costato caro al nostro territorio, ma anche una dimostrazione, se mai ce ne fosse bisogno, che non ci si deve mai arrendere. Adesso la priorità è il mantenimento ed il rilancio dell'Ospedale, ma riapriremo, prima o poi, anche la questione del percorso nascita a Volterra, un posto dove da tremila anni e più, fino a poco tempo fa, si nasceva, si viveva e si moriva, senza bisogno di andare altrove per l'evento più bello, la nascita».
Fonte: Comune di Volterra Ufficio stampa
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