
Come preannunciato nelle assemblee e nei comunicati dei giorni scorsi, si è svolto ieri l’incontro tra le OO.SS provinciali, i Coordinatori Nazionali e le RSU FIM-CISL e FIOM-CGIL di tutti i siti del gruppo Bassilichi.
Lo scopo dell’incontro era confrontarsi su quanto emerso da parte dei lavoratori e delle lavoratrici nelle assemblee tenutesi nei siti italiani per decidere le azioni da intraprendere.
Il Coordinamento Nazionale FIM-CISL si fa carico delle preoccupazioni dei lavoratori e delle lavoratrici della Bassilichi rispetto ad alcune scelte aziendali, che dovrebbero essere orientate verso relazioni industriali che tengano conto del benessere dei dipendenti.
Aspetti questi indispensabili per trovare il giusto equilibrio tra maggior efficienza produttiva ed esigenze del personale, anche per la crescita dell'azienda.
Il piano industriale 2015-2018, infatti, non tiene conto di alcune garanzie previste dal protocollo d'intesa del 06/06/2014, a discapito di tutti i dipendenti Bassilichi; garanzie che dovevano invece essere centrali nella fase di predisposizione del nuovo piano industriale.
A maggior ragione perché l’accordo arrivava dopo diversi sacrifici del personale: un anno di solidarietà, l’uscita di 70 colleghi, la cessione di competenze e professionalità alla società del gruppo Fruendo.
In cambio di tutti i sacrifici fatti dalle lavoratrici e dai lavoratori l’azienda aveva sottoscritto l’accordo del 06/06/2014.
E invece, soprattutto in relazione alla razionalizzazione delle sedi, sono emerse incongruenze circa le motivazioni aziendali per la suddivisione dei siti strategici da quelli tattici e l’assoluta inconsistenza circa le motivazioni per la chiusura della filiale di Pisa.
Fonte: Ufficio stampa Cisl Toscana
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