Inceneritore, l'associazione Agliana in Comune: "Impianto riaperto senza fare chiarezza"

foto di archivio

Il 9 novembre l’ASL Pistoia ha inviato al Comune di Montale una relazione sul “superamento dei valori di PCCD/F periodo luglio/agosto” al cui interno sono contenute alcune valutazioni che sono state fatte sulla base della documentazione in loro possesso, in particolare dopo la comparazione tra la relazione di ARPAT del 12 ottobre e quella del Gestore dell’impianto del 21 settembre.

Ricordiamo che la Ladurner in quella relazione aveva sostenuto che lo sforamento di diossina era stato provocato da uno sporcamento della sonda del campionatore Amesa dovuto ad un fermo improvviso dell’impianto avvenuto a causa di un blackout elettrico del 4 luglio.

Arpat invece nella propria relazione tecnica aveva espresso le proprie perplessità sulle cause individuate dal gestore e sostenuto che l’inceneritore di Montale e in particolare la linea 1 mostrano “preoccupanti condizioni di scarsa affidabilità”, in conseguenza di gravi lacune riscontrate sia nella struttura impiantistica che nell’applicazione del sistema di Gestione. Inoltre in quella stessa relazione era emerso un dato allarmante: il superamento dei valori di PCCD/F era iniziato nella prima quindicina di luglio con valori 5 volte superiori al limite ammesso di 0,1.

Una volta ricostruita la vicenda e considerata tutta la documentazione dei vari organi istituzionali coinvolti, Asl nella propria relazione aveva rilevato che “le informazioni che rivestano rilevanza sanitaria sono state comunicate dopo un intervallo temporale tale da non essere più compatibile con atti che rivestano un carattere di urgenza ai fini della tutela della sanità pubblica” e che “le cause del superamento ad oggi non risultano chiarite”. ASL conclude la propria relazione definendo l’inceneritore “un’industria insalubre di prima classe inserita in un contesto fortemente critico per la pressione ambientale” il cui impatto sanitario dovuto alle emissioni è aumentato dall’autorizzazione a saturazione del carico termico, così come previsto dall’art. 35 dello “Sblocca Italia”.

Alla luce di quanto emerso in questi documenti, come gruppo consiliare abbiamo deciso di presentare una mozione affinché il Consiglio comunale, quale organo di indirizzo e di controllo politico amministrativo di un Comune, prendesse una posizione chiara e netta sulla vicenda e sulle criticità nella gestione dell’impianto nel frattempo emerse.

Nonostante l’invito del Signor Sindaco ad occuparsi di questioni di natura “politica” lasciando quelle meramente tecniche alle commissioni competenti, riteniamo che il consiglio comunale non possa esimersi dal prendere una posizione attorno ad alcune questioni sollevate nelle stesse relazioni: come è possibile che l’impianto sia stato riaperto senza che fosse stata fatta chiarezza sulle cause che hanno portato agli sforamenti di luglio e agosto? Se sono state evidenziate alcune lacune nella gestione dell’impianto, vi sono gli estremi per procedere con azioni legali contro il gestore? Se Asl ha richiesto, in data 15 ottobre e 9 novembre, chiarimenti sullo sforamento del 1-15 luglio e l’invio dei rapporti di prova, come mai tale documentazione non gli è ancora stata fornita? Infine, dopo il “dibattito silenzioso” del penultimo consiglio comunale dove la maggioranza non è intervenuta sullo Sblocca Italia, alla luce delle considerazioni dell’Asl, riteniamo che il Consiglio comunale debba esprimersi sulle conseguenze che tale normativa provocherà sull’impianto e quindi sul nostro territorio.

Agliana in Comune

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