#PrayforParis, Lorenzo Bellini: "Panico per le strade per il falso allarme"

Lorenzo Bellini
Lorenzo Bellini ha 25 anni, viene da Prato, ha studiato all'università di Firenze e da giugno 2015 lavora a Parigi per cafébabel.it come redattore responsabile della versione italiana. Lorenzo era in giro per Parigi nella maledetta notte del 13 novembre, durante gli attentati terroristici dell'Isis. Ecco la sua testimonianza per gonews.it.
Dov'eri durante l'attentato? Venerdì sera ero con gran parte della redazione in un piccolo bar vicino a lavoro, in Rue faubourg de Saint-Denis, che si trova nel 10e (ma non così vicino ai luoghi degli attacchi). Salutavamo un ex collega inglese che settimana prossima avrebbe lasciato Parigi.

Cosa hai visto e sentito in città in quei momenti? Ero al telefono, fuori dal bar, quando una collega mi dice che stanno iniziando ad arrivare le notizie delle sparatorie. Dov'eravamo non abbiamo sentito né visto niente. Siamo rimasti nel bar o li' di fronte fino verso mezzanotte. Dopo abbiamo raggiunto la casa del nostro collega francese che era a due passi e che ha scritto della serata. Fino alle due passate. poi siamo rientrati con Uber: era difficile trovare un taxi.

Conosci qualcuno che era nei luoghi dell'attentato? Alcuni colleghi conoscevano qualcuno che è rimasto ucciso negli attentati, comunque non amici intimi o più stretti.

Parteciperai a manifestazioni o funerali oggi o nei prossimi giorni? Ieri, domenica pomeriggio, mi sono trovato con il resto della redazione in Place de la Republique. Era una bella giornata, centinaia di persone passeggiavano dappertutto in piazza e in strada, per deporre una candela, un fiore o verso i luoghi delle stragi. Al momento, ogni manifestazione o assembramento in pubblico non è permesso. I falsi allarmi di ieri sera, non hanno contribuito a riportare la tranquillità.
Pensi che la città si prepara a vivere una nuova epoca? Sicuramente i prossimi giorni non saranno facili. Non so in un futuro più a lungo termine. E' difficile rispondere a questa domanda. Ti posso dire solo che ieri c'erano persone nei bar e in strada. Fino a che quello che si è poi rilevato un falso allarme (avvenuto ieri tra le 6 e le 7) ha scatenato il panico e l'evacuazione di Place de la Republique.
Dove mi trovavo, seduto ad un tavolino nel Marais tra Saint Paul e Hotel de Ville, grida improvvise, gente che corre, "ça arrive ça arrive". Tavoli ribaltati e cocci per terra, corriamo, un taxi di fronte a noi fa una manovra brusca sgommando in una strada non più larga di 3 metri, tre militari con il mitra attoniti sul marciapiede, ci infiliamo nel piano terra di un'abitazione.
Siamo 7 o 8 e aspettiamo lì una mezz'ora, davanti alla TV del proprietario di casa, finché non viene confermato che non c'è nessun pericolo. Al momento è così: polizia e pattuglie di militari un po' ovunque, un elicottero ogni tanto ronza sopra i cieli di Parigi, la metro stamani era in ritardo perché qualcuno aveva tirato l'allarme.

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